Elena & Stefy ci dicono perché il romanzo della Micaldi non è da leggere.
Ecco quanto scrivono.
Leggendo la trama, siamo rimaste attratte dal fatto che l’autrice ci avrebbe portato in un viaggio
tra letteratura americana e la vita negli USA e abbiamo così acquistato il libro.
Nonostante traspare l’impegno dell’autrice e ci sia anche molto studio dietro, l’autrice non è riuscita a pieno nel suo intento in quanto la lettura è poco scorrevole.
Molte volte si perde il filo perché l’intreccio tra vita privata, vita negli USA e lettura americana non è ben riuscito, o meglio, è quasi confusionale e porta il lettore a perdersi.
Siamo arrivate alla fine con molta fatica e non lo consigliamo.
Per scoprire la lettura americana è forse meglio leggere direttamente gli autori americani.
Dalla presentazione dell’editore:
C’è una linea che unisce la vita di una donna nei suoi trent’anni a quella di un Paese lontano, immenso e controverso: gli Stati Uniti d’America. Questa linea attraversa metropoli, deserti, oceani e angoli di provincia e disegna mappe, ritratti, situazioni, incontri: disegna storie personali e collettive di un territorio e di un tempo che rifiutano comode definizioni e si rivelano nella loro complessità, nella dolcezza che ha bisogno della crudeltà, nella bellezza che non può stare senza l’ingiustizia. Dai campi di grano di David Foster Wallace del Midwest al confine con il Messico, dal New Jersey alle paludi della Louisiana di True Detective, dai grattacieli di New York alle strade di Los Angeles di Joan Didion, dal Texas che, come suggerisce Cormac McCarthy, custodisce “il segreto del mondo” alle vette del Colorado, questo libro è un’immersione in quell’America così familiare e al tempo stesso sconosciuta, che nutre i nostri sogni e dà forma ai nostri incubi. E il racconto di luoghi e momenti della società e della storia contemporanea statunitense che, nonostante si rispecchino spesso nella letteratura, arrivano sulla pagina in tutta la loro realtà. Ma è anche la storia di come quella donna ha ritrovato il suo personalissimo “sogno americano” nell’incontro con persone sconosciute, nel confronto con risvolti dell’attualità, nell’esplorazione di luoghi remoti e nel dialogo con i personaggi dei libri. Con “Sparire qui” Marta Ciccolari Micaldi ci porta alla scoperta degli Stati Uniti in tutta la loro struggente complessità e ci invita a perderci con lei sulle strade della solitudine, dello stupore, dell’ignoto e della libertà
