Da Elena & Stefy riceviamo la recensione di Il cuore dei Naga di Lee Young-Do.

Se avete amato Dragon Ball, Il cuore dei naga è un libro che vi fa immergere in un mondo simile.

Vi è quella mitologia orientale, in questo caso coreana, che fa appassionare e che trasporta dentro a una missione da compiere.

Ci sono varie parti di questo libro che ci sono piaciute. In particolar modo, abbiamo apprezzato i riferimenti alla spiritualità, alla meditazione (ci sono i polispiriti, personaggi che hanno più spiriti), i riferimenti al tempio zen e al fatto che, come in Dragon Ball, vi sia la presenza di un drago.

I personaggi del libro sono particolari e ci è piaciuto il loro modo di comunicare: i naga “nibilano” cioè hanno una comunicazione telepatica e non usano quasi mai la voce.

Ci si immerge in un mondo fantastico e pagina dopo pagina si vuole scoprire come procede la missione e il rapporto tra i vari personaggi. Abbiamo apprezzato anche la parte in cui l’autore parla del sogno. Ve lo consigliamo! Noi non vediamo l’ora di leggere la continuazione!

Dalla presentazione dell’editore:

In un deserto immenso, una taverna si staglia solitaria come ultimo baluardo di civiltà prima di un confine sancito da una antica guerra. Qui fa la sua comparsa un uomo dall’aspetto agghiacciante. Il suo nome è Keigon Draca ed è in cerca di una missiva a lui indirizzata. Seguendo l’antica massima “Tre ghermiscono uno”, l’umano Keigon è stato chiamato a entrare a fare parte di un gruppo di salvataggio insieme al rekon Tinahan e al dokkebi Pihyong. Quello che devono recuperare è un naga, uno di quegli esseri semi-immortali che vivono, silenziosi come spettri, al di là del confine, in città di gelido marmo celate nell’impenetrabile foresta di Kiboren. Lee Yeongdo introduce così il lettore in un mondo esotico e pieno di misteri, a partire dal vero fine della missione di salvataggio. Intanto, nel regno dei naga senza cuore intrighi e omicidi si susseguono, portando un fratello e una sorella l’uno contro l’altro.