Per la sezione Libri da non leggere, Stefano Piantini ci segnala D. Brown, Il codice da Vinci

Stefano a questo proposito ci scrive: “Non ho dubbi: “Il Codice da Vinci” un pateracchio assurdo per chi abbia anche solo una spolverata di conoscenza esoterica. So che sarebbe il primo tomo di una temibile trilogia, mi sono fermato al primo.”

Dalla presentazione dell’editore:

Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l’allarme e le grate di ferro all’entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L’assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l’uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.