Per la sezione Libri da non leggere, Romano Antonaci ci segnala S. Dandini, La vasca del Fuhrer.
A questo proposito Romano ci scrive: “Se un libro non mi piace me ne accorgo subito e non lo finisco. Come questo che allego. Troppo “sconclusionato”. Non ho trovato un percorso chiaro“.
Viceversa dello stesso libro Luisa Adani ci scrive: “È per me uno dei più bei libri che ho letto questa estate. Interessante scrittura che apre tante finestre e istilla curiosità. Un libro da leggere con il computer sottomano per andare a rivedere le tante opere d’arte che via via vengono citate. Lee Miller è comunque magnetica e ha una storia affascinante. Lo suggerisco e suggerisco anche di visitare adesso a Torino la mostra sulle sue fotografie, a Stupinigi. Il suo sguardo è fin dal principio proprio femminile, anche quando racconta la guerra.”

Dalla presentazione dell’editore:
«È possibile per una donna rimanere “un genio libero” e “uno spirito dell’aria” senza pagare nessuna conseguenza?». Un’istantanea in bianco e nero coglie una donna dalla bellezza struggente immersa in una vasca da bagno del tutto ordinaria. Guardando bene, però, in basso ci sono degli anfibi sporchi di fango, e in un angolo, sulla sinistra, un piccolo quadro. Il viso nella cornice è quello di Adolf Hitler, il fango è quello di Dachau; lei, la donna, è Lee Miller: ha da poco scattato le prime immagini del campo di concentramento liberato, e ora si sta lavando nella vasca del Führer. Prendendo spunto da una fotografia che ha scoperto per caso, Serena Dandini si mette sulle tracce di Lee Miller Penrose, una delle personalità più straordinarie del Novecento. La cerca nei suoi luoghi, «dialoga» con lei, ripercorre la sua esistenza formidabile – che ha anticipato ogni conquista femminile – in un avvincente romanzo, una storia vera, tra i fasti e le tragedie del secolo scorso.

Da Stefano Piantini: Con l’età faccio anche io così un tempi leggevo comunque tutto, ora mollo se non il libro non mi piace. Non ho letto il libro della Dandini. Lee Miller era un genio, oltre ad essere una donna bellissima, amo la Dandini ma non è Virginia Woolf
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Da Romano Antonacci: Amo la Dandini, ma il libro no.
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