Tra mille dubbi durante le feste siamo andati a vedere l’uktimo film di Woody Allen. Dubbi perché molti amici l’avevano trovato loffio, stanco, debole.
Per me e gli amici con cui sono andato non è cosi. Pasolini in una intervista dichiarò che un regista gira sempre lo stesso film, così come uno scrittore scrive sempre lo stesso romanzo. Quelli di Allen sono film che se fosero musica verrebbero etichettati come variazioni.
Lei ama lui, ma poi c’è un altro. Ok, va bene: ne ha girati tanti. Ma ciascuno aveva una propria leggerezza e intelligenza.
Qui tra le righe si accenna anche ad un amore tossico: lui, il marito, vuole una certa moglie, quella che i loro amici definiscono una moglie trofeo: bella, sexi e intelligente, ma soptattutto ubbidiente.
E lei trova i propri spazi, apre le proprie finestre.
Non dirò di più.
Il film vale abbondantemente il biglietto.
