Da Stefano Piantini riceviamo H. Diaz, Trust.

Nel presentarcelo Stefano scrive: “Le vicende di un finanziere che si è arricchito mostruosamente con il crollo di Wall Street del 1929, narrate da un romanzo che lo sputtana, dalle sue memorie, da un romanzo che lui fa scrivere per difendersi, dalla scrittrice assoldata dal magnate che scopre la verità nelle carte di archivio che vengono aperte anni dopo. Non spoilero. Molto ben scritto, molto informato sui meccanismi della Borsa, appassionante. Premio Pulitzer 2023. … Ma saranno proprio la stessa persona? E chi è davvero alla base della fortuna dello Speculatore?

Dalla presentazione dell’editore:

New York, anni cinquanta. Dopo la pubblicazione di un romanzo mendace e offensivo sulla sua vita, il ricchissimo finanziere Andrew Bevel, diventato milionario dopo alcune speculazioni seguite al crollo in Borsa del ’29, assume la giovane Ida Partenza, figlia di un anarchico italiano, perché lo aiuti a scrivere un’autobiografia in grado di raccontare finalmente la verità sui suoi successi e sulla sua defunta moglie, Mildred. Ida intuisce presto che nemmeno dalla sua penna, strettamente controllata dal committente, uscirà il ritratto fedele di una donna complessa la cui reale personalità continua a sfuggirle, e la morte improvvisa di Bevel la costringe infine a lasciare incompleto il lavoro. Soltanto trent’anni dopo ha la possibilità di accedere agli archivi della Fondazione Bevel, dove trova finalmente il diario di Mildred, prezioso tassello mancante all’enigma che ha lasciato nella sua vita un’impronta indelebile. Quattro testi, quattro generi letterari, quattro voci, quattro punti di vista compongono un raffinato gioco di specchi in cui dietro le scelte di un leggendario uomo d’affari americano si intravede la figura polimorfa e affascinante di una moglie, artefice misconosciuta della sua fortuna.