Da Roberto Cornetta riceviamo M. Bulgakov, La guardia bianca.

Roberto scrive: “Ucraina 1918-1920. Le forze che si oppongono all’armata bolscevica, confluiscono dalla capitale Pietroburgo e dall’est per organizzare la controffensiva. Cosacchi, Yakuzi, Siberiani, gli Ussari di Ekaterinburg, tutti di nuovo sotto il vessillo della famiglia reale, oramai imprigionata in attesa della morte che arriverà nel luglio del 1918. Nell’ immanenza della catastrofe di una guerra civile e fratricida, si fa strada sin dall’inizio il senso della disarmonia, della orfanita’ rispetto alle violenze che segnano la vita travagliata del popolo russo. E così tutto inizia con la traslazione della salma, attraverso le strade di Kiev, madre delle città’ russe. Così come, 30 anni dopo, inizierà il dottor Zivago. Con il piccolo figlio attonito sulla bara di sua madre. Nella Kiev oramai assediata si raccolgono Turbin ed i suoi amici. Personaggi inquieti, straboccanti di vitale umanità che solo la precarietà della guerra può far emergere in opposizione alla crudeltà. Compaiono personaggi e gregari reali ed immaginari. Chi combatte, chi fugge, chi si dispera e chi trova in tutto questo sfacelo la forza di amare. Il testo passo’ in parte indenne alla censura e valse la inusitata compiacenza di Stalin che salvo’ Bulkagov dal destino amaro dei suoi colleghi e gli consentì di proseguire incurante il suo cammino nella letteratura russa, con le sue grandi opere che seguirono.”

Dalla presentazione dell’editore:

“La guardia bianca” (qui pubblicato per la prima volta in Italia in versione integrale, ovvero sia con il finale “ufficiale” sia con quello originario, a lungo perduto) è il romanzo che diede a Bulgakov celebrità in vita, prima della fama universale postuma raggiunta con “Il Maestro e Margherita”. Tutto ruota attorno alle vicende dei tre fratelli Turbin (Aleksej, Nikolka ed Elena) nella tempestosa Kiev dell’inverno 1919-1920. La città è nelle mani dell’avventuriero Simon Petljura ma si trova anche nella morsa di un duplice accerchiamento, quello dell’atamano (cosacco) Shoropadskij e dei bolscevichi. Le avventure dei fratelli Turbin si susseguono fra malattie, guarigioni miracolose, preghiere, eroismi, fughe, divorzi, amori e amicizie. Sullo sfondo, tratteggiata con rapidità futurista ma allo stesso tempo con potente afflato epico, la Storia di una nazione e di un popolo fotografati in un momento decisivo.