Da Ramsis Bentivoglio riceviamo I. Parlanti, La verità delle cose negate.

Ramsis ci scrive: “È difficile parlare di un libro che si ispira a una storia reale perché qualsiasi tipo di commento risulta superfluo al vero vissuto del protagonista/scrittore. In questo caso è una scrittrice, giovane e con la sua opera prima, che ci racconta, con i suoi racconti vivi e crudi, ciò che ha vissuto in prima persona, nonostante la sua giovane età. Per qualche motivo, chi scrive, sembra essere maturato più in fretta e chi scrive, molte volte, scrive del proprio dolore e dei propri trascorsi. Scrivere è un processo di analisi di se stessi, come una seduta psicanalitica, senza filtri o scuse. @ilaria_parlanti_scrive incide la penna nella nostra carne come se fosse la sua e la fa grondare di sangue e ricordi. La vicenda sembra un romanzo di una vita che non è la sua, come direbbe Carrere, perché riguarda una dottoressa adulta, ma dietro la protagonista sappiamo che si cela Ilaria. È un romanzo complesso e duro, lo ammetto, difficile da fluire, perché tutto quello che racconta, o quasi, è stato vissuto da lei. Quanta forza Ilaria! Non è un romanzo da spiaggia, da far passare tra un bagno e un ghiacciolo al mare. È un libro che richiede concentrazione e forza.
Molte volte ci si commuove, altre si soffre. È un libro che lascia sbigottiti. Sembra che le ferite del corpo possano guarire col tempo o le giuste cure, ma quelle dell’anima, ancora più profonde, non sembra possano guarire così facilmente senza un’analisi come la mette in campo Ilaria. La mente, più che il corpo, ha bisogno di perdonare e di lasciare andare. È duro il compito dello scrittore.
Ilaria ci mostra la sua sofferenza e non possiamo che accoglierla e sostenerla. Chi ha il coraggio di mostrare se stessi così, alla luce del sole, merita il nostro plauso.”


[…] Non ce ne sono. Ma perdonati per tutto. Non trascinarti dietro, da un oceano all’altro, il bagaglio dei tuoi dolori. Perché ti seguiranno come fantasmi e non se ne andranno mai, finché tu non deciderai di scacciarli. E quando accadrà, il giorno in cui ti sveglierai e dirai che sei la persona che vuoi, un mondo nuovo ti si aprirà davanti allo sguardo. Sarà allora che diventerai davvero indistruttibile. Quando non conterà più il giudizio degli altri, quando non conteranno più i se o i ma. E sarai finalmente libera. La libertà richiede sacrificio, soprattutto per chi ha sofferto.


Dalla presentazione dell’editore:

Isabella, giovane e stimato medico vertebrale, ha sempre percepito la sua vita come squarciata a metà: i giorni a Parigi all’ospedale Saint Victor de Paul, e ciò che rimane. Sono trascorsi più di dieci anni da quando ha deciso di andarsene via dalla Francia e di partire per gli Stati Uniti, in particolare Boston, dove ha iniziato la sua carriera come chirurgo ortopedico infantile. Il suo passato la tormenta ogni giorno e detta tutte le sue scelte, prima fra tutte quella di diventare medico. Un pomeriggio Isabella viene a conoscenza di ciò che è accaduto: il Saint Victor è stato chiuso e non esiste più. A quel punto avverte l’esigenza di comprare un quaderno e, in un modo frenetico e convulso, inizia a ricordare ogni dettaglio del luogo che ha da sempre segnato la sua vita. In un lungo addio all’ospedale, ogni episodio emerge alla luce e Isabella intraprende un percorso tortuoso all’interno della propria mente, per perdonare e perdonarsi, per abbandonare l’ascia di guerra contro se stessa e imparare a lasciarsi andare.