Da Barbara Brancato riceviamo una segnalazione negativa per Ilaria Tuti Madre d’ossa.
Barbara ci scrive: “Ciao. Si possono inviare al blog dei Lettori anche commenti negativi? Recentemente sono rimasta molto delusa da un libro di un’ autrice che ho amato molto. Lei è Ilaria Tuti e il libro è “Madre d’ossa”. Mi piacerebbe conoscere il parere di altri che l’ abbiano letto. Si può fare?”
Da notare che qualche settimana fa Barbara si aveva segnalato in maniera decisamente positiva il primo dei romanzi con protagonista Teresa Battaglia. Quindi aveva apprezzato la Tuti: qui no. Secondo voi ha ragione?
Incipit: “Il lago di Cornino era un’iride, buio al centro e cristallino lungo la riva. Cinto da boschi arrossati dall’autunno, si apriva nella terra come un occhio antico, di bestia primordiale. Vi stava sorgendo un’alba caliginosa, bruma d’ottobre aspra e zuccherina, che portava il sentore di uva lasciata marcire sui tralci e di brace rimestata nelle stufe.”
Dalla presentazione dell’editore:
Teresa Battaglia ha davvero perso la sfida più grande di tutte? Quella con la sua memoria, contro il suo corpo e la malattia che le ha annebbiato la mente?
Tutto lo fa ritenere. È questo che pensano i suoi colleghi, le persone che le vogliono bene, chi le sta intorno. È questo che crede anche Massimo Marini quando, dopo aver ricevuto una chiamata anonima, si precipita in mezzo alle montagne. Dove il bosco più fitto cede il passo all’acqua gelida di lago, qualcosa di enigmatico e terribile è accaduto. Ed è lì che Massimo vede Teresa. Le guance sporche di sangue, lo sguardo smarrito e tra le braccia il cadavere di un ragazzo.
Chi era quel giovane? E perché Teresa è lì con lui?
Massimo non ha risposte, solo dubbi. Sa, però, che la scena di un crimine è l’ultimo posto in cui dovrebbe trovarsi il commissario Battaglia.
Teresa ha irreparabilmente alterato il luogo del ritrovamento e inquinato gli indizi.
Ma forse non è davvero così che stanno le cose…
Da un’autrice sempre più amata dal pubblico, un romanzo capace di stupire, appassionare e commuovere vecchi e nuovi lettori.


L’incipit mi scoraggerebbe dal leggerlo, anche se non posso giudicarlo non avendolo mai letto. 9 aggettivi in 4 righe sono francamente troppo… senza contare due metafore troppo simili contenute nella stessa frase (iride e occhio), e anche un uso a mio avviso impreciso del verbo “sorgere” associato all’alba (il sole sorge, l’alba francamente no).
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quindi almeno dall’incipit condividi il giudizio negativo di Barbara? (Barbara che peraltro era e penso rimanga una grande estimatrice della Tuti per gli altri romanzi)
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Ciao Arera, sì, dall’incipit condivido il giudizio negativo ma per trasparenza confesso di aver letto solo questo post, non il libro 😀
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