Valeria Corciolani è una scrittrice di Chiavari, ovvero nata a Chiavari dove vive e lavora. Dico questo fin da subito perché Chiavari, città da me amata, ha molti pregi e può annoverare numerosi e prestigiosi protagonisti storici che hanno visto lì i loro natali, ma fin qui non ricordo uno scrittore di fama nazionale. Pino Cacucci, che pur ha abitato a Chiavari durante tutta la sua giovinezza, non so se può (o se vuole) essere citato come scrittore chiavarese, visto che la sua fortuna è sorta a Bologna e le storie che ha raccontato e racconta non hanno mai riguardato la Liguria.
Valeria, invece, che con i suoi tre libri tre editi da Rizzoli può ben essere citata in questa schiera, ha sempre ambientato le sue storie in luoghi del Tigullio, peraltro facilmente riconoscibili, per chi li ha bazzicati o li bazzica ancora.
La fortuna di Valeria è legata alla serie di sei romanzi i cui protagonisti sono l’ispettore Rosset e la sua domestica (così si chiamavano una volta quelle che oggi chiamiamo colf) Alma, divertenti gialli nei quali la perspicacia del valdostano Rosset, trasferitosi in Liguria, è di molto aiutata dalla sagacia e dalle attenzioni della fida Alma.
Poi dopo questa bella sfilza di successi, la Corciolani si è lanciata in una nuova serie che vede come protagonista una scorbutica Edna Silvera, cinquantasette anni, storica dell’arte e restauratrice di grande talento. Qui il mistero è legato ad un omicidio e ad un’antica tavola scomparsa, ma il bello è proprio dovuto alla figura di Edna, di sua madre, della sua badante e alla assessora Orietta Repetto. Un bel mix con figuranti maschili spesso a livello.
Il pregio della Corciolani sta in una scrittura agile, ma attenta, curata, ma senza preziosismi, ricetta che dà luogo a romanzi svelti da leggere che procurano quella leggera propensione al riso che a tratti si sfoga.
Consigliato, sì, grazie.
Dalla presentazione dell’editore:
Una nuova serie legata al mondo dell’arte, con una protagonista esplosiva e l’incantevole scenario dell’entroterra ligure. Edna Silvera, cinquantasette anni, è storica dell’arte e restauratrice di grande talento. Abita in una villetta a Chiavari e l’unica compagnia che gradisce è quella del gatto Cagliostro e delle sue galline, che adorano la musica degli Abba e hanno nomi da dive del cinema (la Garbo, Marilyn, Bette Davis, la rossa Rita Hayworth). Chi la conosce sa che non ha peli sulla lingua: che si tratti di mettere in riga la madre ottantenne, Zara, che fa fuori una badante dietro l’altra, o di farsi valere con i baroni universitari, lei non si tira indietro. Anche se spesso finisce col mettersi nei guai. Dopo aver dato del “coglione maschilista” a un collega, Edna viene spedita a una conferenza a Siestri, paesino dell’entroterra ligure abbarbicato sui tornanti. Una punizione bella e buona, coronata da un piccolo incidente d’auto che la costringe a entrare nel negozio più vicino – la bottega di un antiquario – per cercare aiuto. Quando scopre il cadavere del proprietario riverso a terra dietro una tenda e con le braghe calate, la polizia la considera una semplice testimone. Ma poi è lei a notare un dettaglio: un’antica tavola di legno che, sotto uno strato di pittura, potrebbe nascondere un tesoro…

