Da Lorenza Rappoldi riceviamo G. Manzini, La moda di Vanessa.

Lorenza a questo proposito ci scrive: “Sono cronache di moda con una scrittura davvero raffinata, piena di dettagli e di rimandi artistici. Ciò che mi ha appassionato sono le descrizioni dei vari tipi di donna, non solo il vestito, ma la personalità:
la donna crea la moda e la moda definisce la personalità femminile.”


“La figura che l’affascinante Pierrette di Maria Antonelli viene sfaccettando e moltiplicando in mirabili immagini è libera da costrizioni, cioè da balene, da armature, da sostegni; si permette di essere un tantino pigra (bando agli scatti repentini, ai volteggiamenti improvvisi di qualche stagione fa); si muove insomma con una naturalezza che dall’antico el gracioso ha ereditato anche le amabili diavolerie.
Morbida, indolente (lenti giri di sguardo, gesti risoluti in linee armoniose, passo appena ondulato) con i capelli raccolti in un nodo pesante sulla nuca,, con gli occhi e le sopracciglia marcate e un sorriso pallido tra timido e sfiduciato:voi già la vedete questa dolce tiranna che si accaparrerà tutte le simpatie dell’anno.
Il giro della vita sale leggermente ad arco sul davanti e scende dietro con una curva gentile, abbattuta sulla gonna, soffice e ricca, concorrendo all’effetto della figura allungata. Maniche piuttosto corte e aderenti, scollature piatte, a giro di collo.
Fra i colori, il più acclamato, il più Pierrette, è, si capisce, il bianco.”

Dalla presentazione dell’editore:

I servizi di moda della Manzini, scritti dagli anni Sessanta con lo pseudonimo di Vanessa. Antesignani dell’emancipazionismo femminile attraverso la rivendicazione del diritto al bello. Gianna Manzini compose, con «penna da pittrice» e col pseudonimo «Vanessa», cronache di moda, dal 1946 alla morte, per la rivista «La fiera letteraria», in cui si intravede una specie sottile di rivendicazione attualissima di emancipazione femminile attraverso la bellezza.

Tra il 1946 e il 1974, anno della sua morte, Gianna Manzini compose cronache di moda per la rivista “La fiera letteraria” con lo pseudonimo di “Vanessa”. Appena dopo il dopoguerra, e fin a poco prima delle rivoluzioni sessantottine, si conquistò lo spazio artistico per esprimere il suo sentirsi “donna moderna”. Scrisse da giornalista (pur non essendolo) brani sulla donna “in moda”, comprese l’importanza della moda italiana che sbocciava nel cuore degli anni Cinquanta. Questo volume è una raccolta di quegli articoli in cui si intravede una specie sottile di rivendicazione attualissima di emancipazione femminile attraverso la bellezza.


GIANNA MANZINI E VANESSA, L’INCONTRO TRA LETTERATURA E MODA

di Roberto Sposato (pubblicato il 4 novembre 2018)

Gianna Manzini è stata una scrittrice italiana (ma anche giornalista), che attraverso i suoi scritti ha donato un’immagine precisa dell’Italia della prima metà del ‘900.
Tra gli anni ’40 e ’60, Gianna si trasforma prima in Pamela, la cronachista di moda per la rivista “Oggi” e dopo in Vanessa, colei che conosce la moda, per la “Fiera Letteraria”.
Le cronache di moda di Vanessa si rivelano essenziali per delineare una nuova rivoluzione femminile, per comprendere i desideri e le aspirazioni della donna moderna. Gli argomenti trattati da Vanessa sono svariati e utili a capire come potesse essere il quadro sociale del tempo e presentano anche in maniera molto chiara la nascita della moda italiana, del Made in Italy.
Le tematiche trattate da Gianna Manzini sono svariate: il rapporto tra moda e arte, la moda maschile, l’eleganza, la grazia e l’ossessione per la bellezza. La donna raggiunge l’apogeo della propria femminilità e sensualità, grazie anche a un pizzico di consapevolezza maggiore, e la redazione di questi saggi sottolinea il raggiungimento del potere femminile rispetto al passato, utilizzando un’arma alle donne non estranea – la bellezza. La moda si fa portatrice di questo messaggio emancipatore.
Fautori e amici del bello e delle donne sono, tra gli altri, gli stilisti, come ad esempio Valentino – che incarna perfettamente l’ideale della donna che sta cambiando, dei tempi che corrono, delle nuove opinioni – , Roberta di Camerino o le Sorelle Fontana, che cominciano ad essere le figure portanti del neo sistema moda.
Il Novecento è contrassegnato da avvenimenti di importante portata storica, è il secolo dei due grandi conflitti mondiali, ma anche dell’emancipazione femminile, dell’ingresso della donna nel mondo del lavoro, delle grandi battaglie femministe. Cambia la condizione della donna e il suo ruolo all’interno della società e, conseguentemente, cambia il suo modo di percepire, esibire, nascondere il proprio corpo. Con l’avvento del nuovo secolo cadono molti tabù e molti dei pudori che fino ad allora avevano nascosto il corpo femminile, che si libera di tutte le costrizioni da cui era sempre stato intrappolato e inizia a scoprirsi. È l’era del trionfo del corpo. Vanessa ne parla in un saggio come di una vera rivoluzione. Le tenute da mare scoprono il corpo, o meglio l’ombelico. Un massiccio capovolgimento delle regole vigenti, tant’è che era ritenuto indecoroso mostrare persino le caviglie, la rottura di uno schema costrittivo e il corpo si libera.
La nuova innovazione era stata introdotta nella propria collezione mare di Antonelli e non è l’unica. La linea Antonelli 1965 proponeva una figura di donna diversa, la quale, rimirandosi allo specchio, riusciva a vedere una silhouette slanciata. La moda stava cambiando, i canoni di bellezza e i gusti stavano cambiando, e ad una velocità esorbitante.
Gianna/Vanessa è stata in grado di raccontare, con lo stile che la contraddistingueva, in maniera magistrale i cambiamenti che avvenivano all’interno della società e le figure che hanno caratterizzato la storia della moda italiana.