Da Marco Cortini riceviamo I. Martin-Barò, Psicologia della Liberazione.

“…Accanto agli approcci istintivisti e ambientalisti, c’è un terzo tipo di approccio alla violenza che cerca di sottolineare il suo carattere storico. L’ipotesi storica si distanzia in modo critico dagli approcci che pretendono di analizzare allo stesso modo la violenza degli animali e quella degli esseri umani e che finiscono per ignorare la specificità umana. …”

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalla presentazione dell’editore:

Il 16 novembre 1989, in piena guerra civile salvadoregna, uno squadrone della morte del paese centro­americano uccide il gesuita Ignacio Martín-Baró, per via delle sue posizioni culturali e politiche contro l’oppressione della dittatura e le sue connivenze con gli Stati Uniti d’America. Ignacio Martín-Baró è uno dei maggiori teorici della Teologia della liberazione ma soprattutto, essendo stato docente di psicologia all’Università del Centro America dei Gesuiti, è ritenuto il padre della Psicologia della liberazione. Le sue opere sono conosciute in tutto il mondo e nel suo pensiero la psicologia deve essere, senza se e senza ma, sempre al servizio delle popolazioni oppresse. Nonostante nel suo nome si tengano congressi internazionali e dal suo insegnamento discendano importanti filoni della Psicologia moderna occidentale, tra i quali la Psicologia sociale e di comunità, Martín-Baró non è mai stato tradotto in Italia. La pubblicazione delle sue opere va quindi a colmare una grande lacuna editoriale e disciplinare del nostro Paese. Per la prima volta vengono infatti raccolti i suoi scritti, impreziositi da un testo introduttivo di Amalio Blanco, docente di Psicologia alla Università Complutense di Madrid e maggiore esperto al mondo del pensiero di Martín-Baró. Completa l’opera un prezioso contributo del linguista e politologo Noam Chomsky, fra i più famosi estimatori del pensiero di Ignacio Martín-Baró.