Da Marco Grando riceviamo:

Lealtà di Letizia Pezzali, Ed. Einaudi.: la storia di un’ossessione fra l’amoroso, l’erotico e il sentimentale di una studentessa bocconiana italiana, poi in carriera nella finanza a Londra, e un dipendente di una banca d’affari a Londra: è scritto con un taglio particolare e ci sono molti richiami /paralleli fra l’amore/sentimento e la finanza. Curioso. Se non sbaglio è fra i 49 titoli per lo Strega.

“Il desiderio non si impara. Ognuno tira fuori quello che ha. …”

Dalla presentazione dell’editore:

Lealtà è uno straordinario romanzo sul potere, sulla natura del desiderio, sul bisogno contemporaneo di trovare un nuovo linguaggio per le relazioni umane. E Giulia, la protagonista, è un personaggio forte, con una vena di malinconia, che seduce pagina dopo pagina.

«Gli esseri umani amano pensare che le loro decisioni, corrette o no, riflettano una coerenza interna. Una personalità, una persona. Un significato. Non c’è nulla che l’essere umano detesti di piú dell’assenza di significato. Eppure succede spesso di essere vuoti, e la fatica di tenere duro si accumula, la tensione ogni tanto lascia spazio al pianto e al gelo. In questo caso innamorarsi può essere utile».

Il desiderio non si impara e non è prevedibile. Esplode, crolla o si consolida seguendo percorsi caotici, come i mercati finanziari. Eppure contiene la nostra storia. Questa, almeno, è l’esperienza di Giulia, trentaduenne che lavora a Londra in una banca d’affari, un luogo fondato su regole quasi religiose dove lei si muove lontana dalla felicità ma non a disagio. Il contesto in cui vive è particolare: molto denaro, pochissimo tempo libero, rapporti che, fatta eccezione per il sesso, mirano soprattutto al mantenimento della reputazione. Un ecosistema privilegiato che il resto della società, estranea ai grattacieli di Canary Wharf, il grande centro direzionale sulle rive del Tamigi, guarda con sospetto. In quello stesso mondo, prima del suo arrivo, conduceva la propria esistenza anche Michele, un uomo sposato verso cui al tempo dell’università, a Milano, lei aveva sviluppato un’ossessione sentimentale ed erotica. Michele si è licenziato, il motivo reale nessuno lo conosce, ma in qualche modo nella sua scelta c’entra Seamus, il brillante capo di Giulia, che in un mattino speciale, dalla colorazione esasperata e incerta, pronuncia il suo nome. L’effetto è quello di un vaso che si apre. In maniera compulsiva Giulia si trova a ripercorrere una vicenda che credeva sepolta, a indagare la dimensione emotiva del dolore e dell’amore, la loro origine genetica. A interrogarsi sulla fragilità che, al di là delle differenze, al di là delle generazioni e delle consuetudini, ci riguarda tutti in quanto esseri umani.