Da Paola Nicoletti riceviamo L. Raggi, S’è seduta, Edizione Progetto Cultura.

Paola ci scrive: “Poemetto dallo stile raffinato dove la ricerca della parola diventa strumento essenziale. Ogni verso è scavo archeologico dell’abbandono di se, è progetto architettonico di demolizione dell’essere.”


In quella stanza
chiusa alla vita

niente da difendere
niente da perdere

chiusa al passato
chiusa al divenire

senza cieli
senza stelle

s’abbandona
e il tempo l’attraversa

Dalla presentazione dell’editore:

Un poemetto dallo stile raffinato, dove la ricerca della parola diventa strumento essenziale per entrare in una dimensione di scrittura particolarissima, che si adatta molto ad una rappresentazione teatrale. In scena una donna che soffre, annoiata, insoddisfatta, che non trova consolazione e si lascia vivere “in bilico sul vuoto”.

(Michela Zanarella)

Proviamo pietà per questa donna “seduta”, che ha scelto un infinito presente, una quiete abissale nella quale sprofondare. Questa donna “adagiata” vorremmo scuoterla dalla sua apatia, ma al tempo stesso vorremmo imitarla…

(Francesca Farina)