Fuori concorso Marco Grando ci invita così a leggere M. De Kerangal, Riparare i viventi.

“Ciao Sandro, ti mando i riferimenti di questo libro x me bellissimo. 24 ore x descrivere la vicenda della morte di un giovane x incidente e tutto ciò che segue alla straziante decisione dei genitori di donare i suoi organi. in particolare il cuore. Storia di un trapianto .Storia di una vita che finisce ma non finisce. La scrittrice x me una delle migliori autrici francesi contemporanee.”

 

Dalla presentazione dell’editore.

Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome.
Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che farannosì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo.
Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.

 

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