Oggi 6 pagine su 48 del Corrierone nazionale dedicate alla sconfitta della nazionale italiana di calcio e quindi alla terza non partecipazione ai Mondiali.

Se si tiene conto che delle 48 totali almeno 8 sono state di pubblicità, il peso percentuale di questa drammatica (ma ormai ineluttabile) sconfitta sale al 15% del totale.

Nel rimanente ovviamente c’è dentro di tutto, dalle bizzarrie interminabili di Trump (ma chi gli scrive i discorsi? Groucho Marx redivivo?), alle cronache di guerra, ai migranti morti assiderati (ormai questa non è più una notizia), ai volenterosi europei, la cui baldanza somiglia sempre più alla chiamata di volontari all’interrogazione della prof di latino e greco, alle analisi dei mercati finanziari, alle indecisioni del Governo, al gossip su come e dove scopa il nostro ministro degli interni (non all’interno evidentemente), alle commistione tra politica e malaffare, ai tentennamenti del campo largo che più largo e bianco non si può (per non parlare di cultura e cinema e teatro).

Scegliete voi l’argomento che vi sarebbe piaciuto vedere meglio approfondito, ma scommetto il famoso cappello di Rockerduck che nessuno avrebbe puntato il 15% delle sue possibilità sulla nazionale di calcio.

Lo dico con tutta la coscienza di essere un grande tifoso dello sport nazionale, ma, francamente, mi pare che al mondo anche solo nella giornata di ieri siano capitate cose ben peggiori e soprattutto più rilevanti per la vita di tutti noi.

Ma giornali e televisioni nazionali su questo oggi puntano. O pensano che siamo tutti scemi o stanno disperatamente cercando di farci diventare tali. Va bene la società dello spettacolo, ma qui si è oltre.

O tempora, o mores! Castigat ridendo mores! Veni, vidi, persi!, Alea iacta est. Carpe diem, ma soprattutto, letto e riletto ogni giorno il resoconto delle gesta di chi comanda e indirizza la nostra vita sociale di qui e di là dall’oceano, in vino veritas.

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