Uno dei temi più ricorrenti da parte di coloro i quali fanno campagna per il sì al referendum di questo week end è che approvando il testo di legge proposto dalla attuale maggioranza di governo si avrebbe finalmente un processo giusto o, se si preferisce, un giusto processo.

Ma perché finora i processi sono stati ingiusti? I tribunali da tempo immemore sono istituzioni taroccate nelle quali che si difende ha le mani legate e subisce un trattamento ingiusto?

Ma si rendono conto di cosa dicono?

Se avessero ragione questi signori la politica e la magistratura e l’avvocatura avrebbero da tempo dovuto sedersi intorno ad un tavolo e rimuovere l’ingiustizia, cosa che fecero a larghissima maggioranza parlamentare nel 1989.

Da allora continuano le ingiustizie?

Ma poi questo genere di storture non si correggono rivedendo il Codice di procedura penale (come fece Vassalli nel 1989) piuttosto che inventarsi altri due organi per fare il mestiere che faceva uno solo?

Che ci azzeccano i due CSM e l’Alta Corte di Giustizia con i processi che si svolgono nelle aule italiane?

Ci vogliono organi diverso perché oggi Giudici e PM sono tutti i camarilla che agiscono sopra e alle spalle dei poveri cittadini che finiscono nelle aule dei tribunali: peccato che un dato non sconfessato da nessuno dice che nel 50% dei casi le sentenze smentiscono le tesi accusatorie dei PM. Una camarilla al 50%. Suvvia.

Oggi è in funzione un complesso di norme e procedure che vanno oltre i tre gradi di giudizio e che impongono un continuo dialogo tra PM e giudici in maniera tale da sovraintendere le azioni inquirenti dell’uno e assicurare che la legge sia sempre rispettata con buona pace dell’attuale CSM o di quelli nuovi che si vogliono inventare per indirizzare meglio carriere e poteri a favore di quelli che dimostreranno ragionevolezza nei confronti della politica.

Una riforma inutile e pasticciata.

Io voto NO.