Luca, encomiabile libraio de il Tempo Ritrovato Libri di Corso Garibaldi a Milano, mi manda la lista dei dieci libri che ha più venduto nel 2025. La particolarità de il Tempo Ritrovato Libri è che ospita solo le offerte editoriali delle case editrici cosiddette minori, che spesso surclassano in qualità le offerte delle case maggiori. Ecco i dieci romanzi più venduti nel 2025. Al solito sotto la lista potete trovare una breve sinossi dei diversi testi.
1° – Il sogno del giaguaro di Miguel Bonnefoy – @66th&2nd
2° – E dal cielo caddero tre mele di Narine Abgarian – @brioschieditore
3° – I vedovi di Boileau/Narcejac – @adelphi
4° – La frontiera di Franco Vegliani – @abbot
5° – Johnny non muore di Daniel Di Schuler – @Low
5° – La libertà è un passero blu di Holeneide Studart – @marcosymarcos
6° – Qui solo per poco di Maria Ospina Pizano – @edicolaediciones
7° – Il libro della scomparsa di Ibtisam Azem – @hopefulmonster
8° – Una storia vecchia come la pioggia di Saneh Sangsuk – @utopia
9° – Onnazaka di Enchi Fumiko – @safara
10° – Il resto è aria di Juan Gomez Barcena – @granvia
1° – Il sogno del giaguaro di Miguel Bonnefoy – @66th&2nd: Quando una mendicante muta di Maracaibo trova un neonato sui gradini di una chiesa, non può immaginare che il piccolo è destinato a imprese straordinarie. Dapprima venditore di sigarette, poi facchino, poi domestico in un bordello, Antonio si fa strada piano piano sino a diventare uno dei chirurghi più illustri del paese. A ispirarlo, una degna compagna: Ana María, prima donna medico della regione. I due hanno una bambina che chiamano Venezuela. Ma questa ragazza, nata nel tumulto di una rivolta e che porta il nome della sua terra, ha occhi solo per Parigi, dove si trasferisce e inizia una nuova vita. Sarà suo figlio a riannodare i fili della storia familiare, cercando sé stesso nella città che la madre si è lasciata alle spalle. Per scrivere il romanzo della sua gente, Cristóbal dovrà fare suoi i meravigliosi racconti che popolano l’immaginario degli abitanti di Maracaibo: dal pinguino trovato ai Caraibi all’intervento di san Benito per fermare un diluvio di petrolio, dall’arrivo della statua di Simón Bolívar all’ascesa al potere di un giovane dal basco rosso di nome Hugo Chávez, fino ad arrivare al quaderno in cui il giovane Antonio aveva trascritto per Ana María mille storie d’amore. In un Venezuela sospeso tra storia e mito, il pluripremiato Miguel Bonnefoy ambienta le vicende di una famiglia indimenticabile, ritraendo nel suo stile unico personaggi il cui destino si intreccia con quello di un paese intero.
2° – E dal cielo caddero tre mele di Narine Abgarian – @brioschieditore: A Maran la vita è sospesa tra realtà e fiaba, in un tempo che dalla Storia prende forma, per poi trasfigurare, evaporare. Qui, in questo paesino di pietra e antiche credenze sul cucuzzolo di una montagna armena, guerra e calamità naturali travolgono, pare per sempre, la fragile quiete della sua manciata di case. Solo in pochi sopravvivranno e potranno raccontare quasi un secolo di eventi. Tra loro ci sono Anatolija e Vasilij, Jasaman e Ovanes, Tigran e Valinka, e da loro sgorgano storie dal sapore magico, narrate da una penna tersa e di fulgida bellezza: accadimenti provvidenziali e segni inspiegabili, come gli angeli che scendono dal cielo a raccogliere le anime dei morti o la comparsa di un pavone bianco misterioso e salvifico. E nel momento in cui tutto sembra essere accaduto, in cui la vita sembra compiuta, ecco che si schiude il miracolo, la pietra respira. E nasce l’incanto.
3° – I vedovi di Boileau/Narcejac – @adelphi: Quando si varca la soglia di una delle storie costruite, con abilità diabolica, da Boileau e Narcejac, si prova sempre una lieve inquietudine – che però, com’è ovvio, fa parte del piacere della lettura. Sappiamo, infatti, che verremo trascinati in un gioco perverso e saremo le consapevoli e appagate vittime di quei due temibili creatori di angosciosa suspense, capaci come pochi altri di tenerci inchiodati alla pagina così come di infliggere un tormento dopo l’altro ai loro protagonisti. Che sono sempre, a ben vedere, uomini – in genere irresoluti, inconsistenti, spesso infantili – che si ritrovano prigionieri di un ingranaggio infernale, al quale, per quanto si dibattano, non riescono a sfuggire. E che, soprattutto, a poco a poco smarriscono la capacità di percepire la differenza tra la realtà e le proprie farneticazioni. E quale sentimento umano si presta meglio a mettere in moto un delirio se non la gelosia? Sarà appunto la gelosia, una gelosia furibonda, autoalimentata, incontrollabile, a condurre all’omicidio il protagonista dei Vedovi – titolo che solo alla fine del romanzo svelerà il suo ambiguo significato. Ma attenzione: l’omicidio non è che l’inizio – il bello deve ancora venire.
4° – La frontiera di Franco Vegliani – @abbot: Nell’estate del 1941, durante l’occupazione fascista dei Balcani, un giovane ufficiale italiano in licenza di convalescenza su un’isola croata incontra Simeone, funzionario a riposo delle dogane austroungariche, che gli rivela la vera storia di suo nipote Emidio Orlich, anche lui ufficiale, ma nelle file dell’esercito asburgico, caduto durante la prima guerra mondiale in circostanze sospette. La figura di Emidio diventa per l’io narrante uno specchio che riflette la propria esperienza di fronte alla guerra e alla necessità delle scelte morali: la “frontiera” è un confine geografico e nello stesso tempo simbolico, la meta di un viaggio verso la consapevolezza e la libertà. (prefazione: Davide Tecce; lavoro grafico di copertina: Andrea Carrer, Marco Carrer)
5° – Johnny non muore di Daniel Di Schuler – @Low: Dopo la scomparsa dell’amata moglie, il sessantenne Brenno Tron si aggira come un fantasma nella casa – ora desolatamente vuota – da lei progettata accanto a una cascata, nei pressi del Lago di Como. Ha il dovere di onorare un debito verso la memoria di Aurora e verso sé stesso: deve sistemare gli oltre 12.000 volumi della loro preziosa biblioteca. Un lavoro immane, per un uomo della sua età. Un’impresa. Mette allora un annuncio sulla vetrina di una bottega di libri usati in città. All’annuncio risponderà – sorpresa! – John, un ragazzo di colore nato in Italia, anzi in Brianza. L’amicizia che nasce tra i due aiuterà Brenno ad affrontare il dolore per la recente perdita, oltre a certi preconcetti difficili da superare anche per un uomo colto e brillante; a unirli, l’amore per i libri e per il loro odore, una saggezza antica e un po’ di malinconia. Ma il destino è come sempre in agguato. Sugli scaffali impolverati della stessa bottega, Brenno trova una vecchia edizione di Il partigiano Johnny di Fenoglio, le cui pagine sono imbrattate da commenti e riflessioni che lui sente vicini a sé; quelle parole, pensa lui, potrebbero essere le sue. Anche la dedica, con quell’abbraccio partigiano e resistente: «Un abbraccio che, da solo, raccontava una storia». Chi è quel misterioso lettore? O quella misteriosa lettrice? Da quel momento il desiderio di scoprirlo diventa il suo cruccio, il suo scopo di vita.
5° – La libertà è un passero blu di Holeneide Studart – @marcosymarcos: João viene sbattuto in carcere perché ha scritto sui muri “Il passero è un uccello blu”. Marina, emotiva e tenace nipote di una ricca centenaria temuta da tutti, ogni sabato si precipita da João, cugino che ama sconfinatamente. Le ha rivelato lui meraviglie, orrori e ingiustizie dei bassifondi e delle zone ricche della città, lui le ha aperto occhi e sesso alla bellezza, alle passioni più ardenti. Le dicono in malo modo che João non potrà mai ricambiarla perché “è frocio”, perché il radioso forestiero giunto da poco in città – un seduttore, un delinquente, o perfino… un ribelle? – è stato suo amante. Marina accusa il colpo fin sotto l’ombelico, come se le avessero spaccato le viscere. Il suo amore però non muta, anzi cresce, le basterebbe salvare João, andare con lui a pesca di granchi a Jaçaña…
6° – Qui solo per poco di Maria Ospina Pizano – @edicolaediciones: Due cagnoline abbandonate trovano conforto nella reciproca compagnia fino a quando un nuovo esilio le costringe a ripensare il futuro. Lo sguardo di una tangara scarlatta in volo dagli Stati Uniti alle montagne andine lascia intravedere un’altra idea di frontiere e migrazione. Una scarabea approfitta al meglio del poco tempo che la natura le concede. Qui solo per poco è un testo insolito e di rara bellezza, che restaura la divinità del mondo animale, lasciando che l’uomo abiti in maniera periferica appena qualche riflesso di queste pagine. Né antropocentrico né antropomorfico, lo spazio liminale raccontato da María Ospina Pizano indaga diverse cronologie e differenti scale territoriali, decentrando lo sguardo e offrendo una prospettiva inedita sul nostro passaggio sulla terra.
7° – Il libro della scomparsa di Ibtisam Azem – @hopefulmonster: Il mistero avvolge un fatto senza precedenti: verso la mezzanotte di una notte qualsiasi, tutti i palestinesi improvvisamente scompaiono, volatilizzati. Non si sa che fine abbiano fatto autisti, braccianti, medici e infermieri, giovani e vecchi. Cosa potrebbe accadere agli israeliani se i palestinesi non fossero più, allo stesso tempo, il nemico, il capro espiatorio, l’alibi? Cosa succede quando, nella propria vita, scompare il nemico?
8° – Una storia vecchia come la pioggia di Saneh Sangsuk – @utopia: Phraek Nam Daeng è un villaggio ai margini del tempo, dove l’infanzia trascorre tra le notti d’inverno pungenti e i racconti sussurrati attorno al fuoco, nel bel mezzo della giungla. In questo angolo remoto della Thailandia, il reverendo padre Tien, un anziano monaco, narra ai bambini, gli unici ancora capaci di ascoltare e di credere nella magia, storie di pellegrinaggi, elefanti selvatici e antichi incantesimi. Tutt’intorno, la terra è inondata dalle acque, la giungla piano piano scompare e le speranze si assottigliano: chi parte spesso non torna, chi resta si rifugia tra le macerie di un passato glorioso. Ed ecco che, tra le piante che c’erano e non ci sono più, torna a ruggire una tigre che forse è animata da uno spirito maligno e indomito, che ha seminato morte e deviato la vita. In questo romanzo che intreccia nostalgia e realismo, indagando la vulnerabilità dell’esistenza e la forza della memoria, anche l’ultima, fragile farfalla bianca può diventare testimone della storia, simboleggiando un mondo che continua a vivere nello spirito, perfino quando svanisce dalla realtà.
9° – Onnazaka di Enchi Fumiko – @safara: Alla fine del periodo Edo la moglie di un alto funzionario di governo, Tomo, viene mandata a Tokyo con un compito straziante: tra le molte ragazze offerte dalle famiglie, dovrà scegliere una giovane rispettabile che diventi la nuova concubina del marito.
Se Tomo esternamente è impassibile il suo cuore inizia a incrinarsi quando, soffocando la sua voce più profonda, intraprende la ricerca con rigoroso senso del dovere, incamminandosi lungo un sentiero che la porterà, insieme alle altre donne della casa, a immergersi in un’ombra sempre più profonda alla quale opporrà strenuamente la fiamma di una tenacia sottile e indistruttibile. Oramai considerato un classico della letteratura giapponese Onnazaka celebra, attraverso immagini di rara bellezza, l’inestinguibile forza del femminile.
Alla fine del periodo Edo la moglie di un alto funzionario di governo, Tomo, viene mandata a Tokyo con un compito straziante: tra le molte ragazze offerte dalle famiglie, dovrà scegliere una giovane rispettabile che diventi la nuova concubina del marito.
Se Tomo esternamente è impassibile il suo cuore inizia a incrinarsi quando, soffocando la sua voce più profonda, intraprende la ricerca con rigoroso senso del dovere, incamminandosi lungo un sentiero che la porterà, insieme alle altre donne della casa, a immergersi in un’ombra sempre più profonda alla quale opporrà strenuamente la fiamma di una tenacia sottile e indistruttibile.
Oramai considerato un classico della letteratura giapponese Onnazaka celebra, attraverso immagini di rara bellezza, l’inestinguibile forza del femminile.
10° – Il resto è aria di Juan Gomez Barcena – @granvia: Toñanes è il paese della Cantabria dove Emilio e Mercedes hanno appena comprato una seconda casa. Hanno qualche risparmio, due bambine e un terzo in arrivo, e una casetta vicino al mare sembra loro una buona idea. Ancora non sanno che la gravidanza presto si complicherà e che quel figlio potrebbe non correre mai nel giardino in riva alle scogliere. È il 1984 quando accade tutto questo, ma è anche l’inverno del 1633, e Juan e Juliana hanno da poco perso loro figlio; ed è il 1947, e Luis e Teresa si sono appena conosciuti ballando alla sagra del paese; mentre è durante il Cretaceo che un’ammonite muore affinché un bambino possa trovarla nel 1995. Tutto avviene nello stesso luogo, in quel paese, Toñanes, “più piccolo e più grande del mondo intero”, in un presente continuo, in un divenire incessante che dimentica i propositi e i sogni degli uomini e tramuta il loro ricordo in un nome e in una croce degli archivi parrocchiali. Il resto è aria, romanzo vincitore del prestigioso Premio Ciutat de Barcelona 2022, è la storia di un paese e dei suoi abitanti, che diventano metafora della memoria umana, di quello che sopravvive e di quello che si perde per sempre.










