Ecco: che tutto quanto sta avvenendo sia dovuto alla religione è una decisa forzatura. Di norma chi conosce bene i cosiddetti testi sacri sa bene quanto questo appellarsi a Dio sia un tirare per la giacchetta chi per scelta o per inesistenza non può rispondere.
Quel che accade (come ho già scritto mesi fa su questo mio prestigioso sito) ha molto a che fare con il tentato abbandono delle energie fossili e con il dilagare della potenza di calcolo di internet e della Intelligenza Artificiale. Cambia il mondo, my friends, e in buona parte è già cambiato.
Però non c’è dubbio che se ce si fate caso esiste una costante ideologica che unisce, tanto per non fare nomi, Russia, Stati Uniti, Iran e Israele ed è che ciascuno dei loro attuali governanti dice di credere fortemente in Dio.
Quale Dio? Ognuno il proprio, ovvio, ma tutti e tre (Russia e Stati Uniti paradossalmente hanno lo stesso) residente nelle Antiche Scritture, nella Bibbia, nella Torah (che poi è parte della Bibbia) e nel Corano, tutti testi di strettissima attualità.
Dei Vangeli nessuno sa bene cosa farne.
Buffo, no?
D’altronde è già difficile applicare i dieci comandamenti (specie nelle norme che riguardano le donne e per proprietà transitiva vigente ai quei tempi delle proprietà altrui), figuriamoci il famoso “ama il prossimo tuo, come te stesso” o, peggio, vade retro Satana, “porgi l’altra guancia”.
Ma chi di buon senso porgerebbe l’altra guancia ad uno che ti ha appena mollato un ceffone? Dai, su. suvvia. E allora via con i ceffoni reciproci e che vinca il più forte.
Sandro Frera (primailettori@gmail.com)

