Da Giampiero Fumagalli riceviamo di Stefano Benni La grammatica di Dio.

A questo proposito Giampiero ci scrive: “E’ una serie di racconti che il sottotitolo “Storie di solitudine e allegria” illustra perfettamente: un mix di amarezza e di umorismo. E’ leggendo questi racconti che mi sono interrotto per ridere da solo a crepapelle. (un esempio il racconto: Solitudine e rivoluzione del terzino Poldo, da morire dal ridere per chi ha giocato a calcio negli anni 70/80. Un esempio esattamente contrario: Frate Zitto melanconico e struggente)”

Non si dovrebbe parlare di Dio. Non conosciamo la sua lingua. L’Universo si manifesta e scompare senza parole, siamo noi a inventare una voce al suo terribile silenzio. Dal primo grido di paura che l’uomo gettò sulla Terra, ogni nostra frase è poco più del lamento di un animale. Possiamo soltanto ascoltare. Come l’incanto di una musica lontana, nel cuore della notte. A cosa serve sapere chi l’ha scritta, chi sta cantando, a chi è dedicato quell’amore? Perché immiserire Dio, visto che di dèi miseri e impotenti è piena la storia? Perché voler dare a Lui il volto incerto delle nostre idee e della nostra preghiera? Quando la stessa parola “Lui” è un inganno, io ne scrivo e non potrei. Ma l’ora in cui non avrò più bisogno di spiegare è giunta, e con pazienza mi preparo a entrare nel buio, il buio che lo specchio del mondo non riflette.”

Dalla presentazione dell’editore:

Un cane troppo fedele che torna sempre come un boomerang dal padrone che lo vuole abbandonare; un potentissimo manager pronto a tutto pur di riunire i Beatles per un concerto; un terzino fantasioso e romantico su uno spelacchiato campo di periferia; un arrogante e irredimibile uomo d’affari; un frate che sceglie il silenzio per sentirsi più vicino a Dio ma viene vinto dalla bellezza di una muta; una perfida vecchietta divorata dall’invidia e dal livore sono solo alcuni dei protagonisti di questa raccolta di racconti, nella quale Benni mostra il lato più curioso, imprevedibile e misterioso della vita.