Paolo ha partecipato al concorso con il saggio scritto a due mani dai professori J. Al-Khailili e J. McFadden dal titolo La fisica della vita.

A questo proposito nella sua bella recensione Paolo ci scrive: “….. Mi preme di più osservare che alla fine però si intravede uno scontro. Da una parte il “meccanicismo”, che tende ad interpretare anche la vita e la coscienza (intesa come ) quale una catena estremamente complessa di cause-effetto innescata da stimoli sensoriali esterni e idee/immagini internamente memorizzate (non si sa ancora adesso come e dove).

Dall’altra parte una visione che riconosce senza dubbio nei meccanismi cellulari l’impalcatura della meccanica macroscopica necessaria per interagire con la realtà secondo decisioni che dipendono certo dalle sensazioni e dall’esperienza, ma nell’uomo anche da un “quid” non meglio individuato che gli permette di prescindere dalle prime.

E’ uno scontro che ha poco di scientifico, nel senso che né l’una visione né l’altra sono supportate da vere e conclusive prove sperimentali e forse mai lo saranno. Però la visione che ciascuno di noi ha, segreta e del tutto personale, ha un’indubbia influenza sul come viviamo e ci rapportiamo con gli altri. Chissà che questo libro non ci aiuti a riformularne una diversa.“

Dalla presentazione dell’editore:

Nessuno finora è riuscito a creare la vita. A tutt’oggi, pur con tutte le dichiarazioni roboanti della “biologia sintetica”, l’unico modo per “costruire” la vita è sempre e solo la vita. È evidente che ci sfugge ancora un ingrediente, qualcosa che spieghi la complessità del fenomeno vitale. Tuttavia, sulla base di recentissimi esperimenti, rigorosi e ripetibili, stiamo forse cominciando a capire cosa succede laggiù, nel profondo delle cellule viventi, e ci stiamo finalmente avviando a capire fenomeni che per secoli erano parsi inspiegabili, proprio attingendo al bizzarro e controintuitivo mondo dei quanti. L’incredibile forza della fotosintesi, ad esempio, sembra dovere la sua inarrivabile efficienza al fatto che a un certo punto del processo le particelle subatomiche coinvolte si trovano contemporaneamente in due punti distinti grazie ai fenomeni quantistici. Anche il funzionamento degli enzimi, la base stessa del nostro essere in vita, deve la sua perfezione quasi miracolosa al fatto che nel corso della reazione chimica alcune particelle sembrano “svanire” da un punto per “materializzarsi” istantaneamente da un’altra parte. E che dire del passero europeo, che ogni anno migra dal Nordeuropa al Nordafrica? Come trova la strada? Di nuovo la fisica quantistica fa capolino: basta un singolo fotone che colpisca una cellula specializzata della retina di questo uccellino ed ecco che il passero si trova a disposizione un’incredibile “bussola quantistica”…