Luisa ha partecipato al concorso segnalando il saggio di Luigi Zoja Narrare l’Italia.
A questi proposito Luisa ci ha scritto: “Ho appena letto un libro che mi ha fatto passare proprio delle belle ore. Ritrarre l’Italia -dal vertice del mondo al novecento- di Luigi Zoja propone una interessante lettura dei tratti che caratterizzano gli italiani e l’Italia ancorandosi alla storia politica economica e culturale che l’ha caratterizzata. Le categorie concettuali proposte sono storiche, politiche, artistiche, antropologiche e ovviamente, data la professione dell’autore, anche psicanalitiche. Zoja ha teorie ben precise che articola chiaramente; non sono in grado di esprimere pareri sui diversi passaggi ma si tratta indubbiamente di una proposta composita e ben articolata ricca di stimoli e riflessioni da approfondire. Cinquecentoquaranta pagine ambiziose, ma che scorrono facilmente.“
Dalla presentazione dell’editore:
13esima edizione, bollati boringhieri, edizione in corso, luisa adani, zoja
13esima: L. Zoja, Narrare l’Italia, Boringhieri
Data: 29 gennaio 2025
Author: arera
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Da Luisa Adani riceviamo questo bel saggio che propone una interessante lettura delle caratteristiche di noi italiani.
A questo proposito Luisa ci scrive: “Ho appena letto un libro che mi ha fatto passare proprio delle belle ore. Ritrarre l’Italia -dal vertice del mondo al novecento- di Luigi Zoja propone una interessante lettura dei tratti che caratterizzano gli italiani e l’Italia ancorandosi alla storia politica economica e culturale che l’ha caratterizzata. Le categorie concettuali proposte sono storiche, politiche, artistiche, antropologiche e ovviamente, data la professione dell’autore, anche psicanalitiche. Zoja ha teorie ben precise che articola chiaramente; non sono in grado di esprimere pareri sui diversi passaggi ma si tratta indubbiamente di una proposta composita e ben articolata ricca di stimoli e riflessioni da approfondire. Cinquecentoquaranta pagine ambiziose, ma che scorrono facilmente.“
Dalla presentazione dell’editore:
Le caratteristiche di un territorio e degli abitanti che lo abitano sono difficili da definire. Che cosa siano gli italiani e l’Italia è una domanda alla quale in molti hanno provato a rispondere: Dante, Petrarca, Guicciardini, Leopardi. Fino a Giulio Bollati, che a lungo ragionò sul carattere distintivo degli italiani. A cimentarsi con questo tema è ora Luigi Zoja, con un progetto originale e a lungo meditato. L’autore attinge da storia, arte e letteratura, ma anche dalla psicoanalisi, tracciando la lunga storia del nostro Paese, dal Medioevo ai giorni nostri, attraverso l’autorappresentazione di chi lo ha abitato: una narrazione collettiva che influenza l’intera società e il suo ruolo nel mondo. Le nazioni sono in buona parte un prodotto dell’immaginazione, ma l’Italia lo è molto più delle altre, essendo il punto d’arrivo anche di una enorme quantità di fantasie non italiane. A partire dal Rinascimento, infatti, le classi colte d’Europa completavano la loro educazione con un viaggio in Italia, sebbene più per conoscerne le antichità che gli abitanti reali. In questo saggio straordinario Luigi Zoja traccia una parabola, che vede una crescita evidente dal Medioevo fino al suo apice, il Rinascimento: qui le arti, ma anche la ricchezza materiale, hanno superato qualunque paese dell’Occidente. L’Italia dei mille comuni, divisa e militarmente debole era giunta al «vertice» del mondo. Da lì si è avuto un inesorabile ripiegamento, e si è pian piano sedimentata l’idea potente di nazione unita e di una grandezza passata da riconquistare, mentre quasi ogni primato lasciava la Penisola. L’idea di Italia ha così conosciuto un lento declino, compensato da una narrazione inconscia sempre più bellicosa, retorica e vuota, fino al mito fascista della rinascita dell’impero. Significativamente, è solo dopo il 1945 che l’Italia torna davvero a un vertice creativo: con il cinema, che restituisce centralità agli antieroi, a quegli umili che già il Rinascimento aveva celebrato. Ma la narrazione nostalgica di un supposto grandioso passato imperiale non ci ha mai abbandonati del tutto e ancora risuona nell’inconscio collettivo degli italiani
