Angela Ferro ha partecipato al concorso segnalando il romanzo Stoner, già segnalato nel 2023 da Paolo Coletti e nel 2018 da Rosa Ghislandi.
A questo proposito Angela ci scrive: “Eccomi finalmente a parlare di un libro che, per così dire, mi ha completamente “rapita” e conquistata. Parlo di “Stoner” di John Williams edito da Fazi Editore. Comprato diversi anni fa, come spesso mi capita e letto, finalmente, l’estate scorsa, quando “mi ha chiamata”, come dico io. Si, perché io compro i libri e poi, loro, mi chiamano quando sono pronta per leggerli. Ebbene, devo dire che Stoner ha atteso molti anni nei miei scaffali, ma poi, quando è stato il suo momento, è andato letteralmente oltre ogni aspettativa! Un libro che definirei “imperdibile”! Un libro che ti conquista per come è scritto, per la sua prosa scorrevole, essenziale, un vero capolavoro di letteratura americana del ventesimo secolo. Un libro che, quando lo hai letto, non puoi non consigliarlo e ti rimane dentro, creando un’aspettativa che difficilmente trova dei competitors. Incredibile poi se si pensa che oggetto del libro è la storia della vita “opaca” di un giovane, poi uomo, che diventa professore universitario di letteratura, conduce una vita matrimoniale e professionale piatte, ordinarie, ti porta a provare quasi sentimenti di avversione per l’inerzia del suo protagonista, per la sua passività, ma nel contempo non riesci a smettere di leggerlo per la scrittura sublime che ti conquista e ti avvince fin dalle prime pagine. Uno di quei libri indimenticabili. In verità c’è molto di più dietro le banalità: in verità lui, il protagonista, Stoner, sceglie sempre. Scelte che hanno sempre un comune denominatore: l’amore. Amore per la letteratura, amore per il matrimonio, amore per la figlia. Da leggere.”
Dalla presentazione dell’editore:
Nato in una famiglia di contadini poveri, Stoner scopre in sé una passione struggente per la letteratura e diventa professore. “Stoner” è dunque la storia di un uomo che conduce una vita semplice al limite della frugalità, una vita che lascia poche tracce. Ma “Stoner” è molto di più: è un romanzo sull’amicizia, sul matrimonio, sull’ambiente universitario, un romanzo sociale e – non da ultimo – un romanzo sulla fatica e sulla resistenza. Sul duro, implacabile lavoro nelle fattorie, sull’impegno che richiede la vita matrimoniale, sulla difficoltà di allevare con paziente empatia una figlia all’interno di una famiglia avvelenata, e sul tentativo di avvicinare alle meraviglie della letteratura studenti universitari spesso insensibili. È soprattutto un romanzo sull’amore: amore per la poesia e per la letteratura, ma anche amore romantico. È un romanzo su cosa significa essere umani. Riscoperto una decina di anni dopo la morte del suo autore, “Stoner” è diventato un caso editoriale internazionale, assurgendo a vero e proprio libro di culto: «una scoperta meravigliosa per tutti gli amanti della letteratura» secondo Ian McEwan, «uno dei più grandi romanzi americani del ventesimo secolo» nel giudizio di Bret Easton Ellis. «John Williams è uno di quegli scrittori che non puoi fare a meno di consigliare perché hai la certezza che farai felice il tuo prossimo»: parola di Niccolò Ammaniti.
