Come ogni mese Paolo Bonini della Zafra di Chiavari ci manda i 10 libri più venduti il mese precedente. Insieme a quella della libreria di Milano una visione completa delle novità di maggiore rilievo. Eccola.

(noto che Simenon con Il grande Bob mette d’accordo i lettori milanesi con quelli chiavaresi)

1 CHESTERTON Uomovivo LINDAU
2 SIMENON Il grande Bob Adelphi Edizioni
3 LOMBARDI La pizza fatta in casa IL CUCCHIAIO D’ARGENTO
4 SIMONI Il profanatore di tesori perduti Newton Compton editori
5 TOSCO La controra del barolo Rizzoli
6 NOCETI Belìn manuale per l’utilizzatore DE FERRARI
7 SEVERGNINI Socrate, Agata e il futuro Rizzoli
8 SALZANO ACUTIS Il segreto di mio figlio Edizioni Piemme
9 ANTONINI Il vento eravamo noi Internòs
10 LARSSON Filosofia minima del pendolare Iperborea Casa Editrice

1 CHESTERTON Uomovivo LINDAU: In una pensione sulle colline di Londra arriva all’improvviso un vento impetuoso che scuote ogni cosa, compresi gli ospiti un po’ annoiati che vi alloggiano. E porta sulla scena uno strano individuo: Innocent Smith, un gigante scomposto, allegro, rumoroso, eccentrico, forse un po’ matto. Anzi, magari è un pericoloso criminale, visto che in sua presenza accade di tutto: pistolettate, una violazione di domicilio, rapimenti di innocenti fanciulle, un tumultuoso processo. E magari non è neppure da solo quando compie le sue azioni dirompenti. Per dichiarare guerra a tutto ciò che spegne una sana meraviglia verso l’esistere non basta l’azione isolata e solitaria di un singolo, occorre un’incursione congiunta: un complotto di famiglia. Chi è l’Uomovivo? O, meglio, chi sono? Chesterton è davvero al suo meglio in questo romanzo «filosofico» pubblicato nel 1912, ma che mantiene intatta, dopo oltre cento anni, la sua carica lietamente eversiva nei confronti di ogni specie di conformismo e di tutte le idee troppo ovvie per essere vere. Dale Ahlquist – ricorda Edoardo Rialti nell’«Introduzione» – una volta mise i lettori saggiamente in guardia: «Quanto più leggi Chesterton, tanto più ti sottoponi allo spaventoso pericolo di vedere le cose per la prima volta».

2 SIMENON Il grande Bob Adelphi Edizioni: «Negli ultimi tempi aveva un modo particolare di guardarsi allo specchio dietro le bottiglie. Quando un uomo come lui comincia a scrutarsi negli specchi, mi creda, non è un buon segno». Una riflessione, questa del padrone del bistrot dove il suo amico Bob, morto da pochi giorni, andava a giocare a carte, che colpisce profondamente il dottor Charles Coindreau. Non appena ha saputo che quella di Bob non è stata una morte accidentale, come sulle prime si credeva, bensì un suicidio, ha deciso di condurre una sorta di indagine, e di interrogare chiunque l’abbia conosciuto, a cominciare dalla moglie e dall’ultima delle numerose amanti. Perché lui, come tutti, ma più di tutti gli altri, si arrovella sul motivo che ha indotto a togliersi la vita uno come Bob: sempre allegro, e allegramente sfaccendato, sempre pronto alla battuta, gran giocatore di belote e gran consumatore di «bianchini» a qualunque ora del giorno – non per caso lo avevano soprannominato il Grande Bob. Nella casa di Montmartre dove abitava insieme alla sua polposa, esuberante, forse un po’ volgare ma radiosa moglie Lulu, la porta era sempre aperta, e vi si potevano incontrare persone di ogni estrazione sociale, e «ognuno era libero di comportarsi o di parlare a suo piacimento, con la certezza di non scandalizzare nessuno». Così come nessuno si scandalizzava del fatto che Lulu accettasse i tradimenti di Bob: le bastava che lui fosse felice. Scavando nel passato dell’amico, immergendosi nei lati oscuri di un uomo che a tutti sembrava l’immagine stessa della gioia di vivere, e persino, a volte, sovrapponendosi a lui, Coindreau finirà per scoprire la verità sulla morte di Bob – ma soprattutto qualcosa su sé stesso.

3 LOMBARDI La pizza fatta in casa IL CUCCHIAIO D’ARGENTO: Storia, materie prime, basi, idee per tutti i gusti. Il mondo della pizza in un unico volume con venti tecniche di base, cinquanta ricette, 280 fotografie, e i preziosi consigli di un esperto d’eccellenza: il maestro pizzaiolo Simone Lombardi. All’introduzione storica, in cui troverete le origini e l’evoluzione del lievitato più famoso e apprezzato al mondo, si passerà a scoprire ingredienti e farine; creazione della matrice, ossia un unico impasto che servirà come base per tutte le ricette presenti nel volume.

4 SIMONI Il profanatore di tesori perduti Newton Compton editori: Gerusalemme è appena caduta nelle mani dei cavalieri crociati quando, in un affollato caravanserraglio vicino ai sobborghi del Cairo, giunge un uomo avvolto dal mistero. È alla ricerca di un’antica città sotto la quale – così narra la leggenda – si nasconderebbe un inestimabile tesoro. Molto poco si sa di lui, se non che il suo nome è Sufrah e che, attraverso l’arte divinatoria della geomanzia, domina le menti umane e sottomette gli spiriti maligni. Nel viaggio lo accompagna Alif, un giovane servo dal passato di ladro, sul quale ricadranno inaspettatamente le sorti della spedizione. Raggiungere le rovine maledette di Zarzourah si rivelerà un’insidiosa caccia al tesoro, capace di attirare uno sciame di avventurieri: infidi cammellieri, spie cristiane, sicari della setta degli assassini. Ambientata nel deserto egiziano, uno dei luoghi più inospitali del Medioevo, questa storia dal sapore esotico fa rivivere un mondo affascinante, in cui, attraverso personaggi dall’ammaliante bellezza, risuonano gli echi di meravigliose, antiche culture.

5 TOSCO La controra del barolo Rizzoli: “Un morto, commissario. Si sono rubati un morto.” Non c’è pace per Gualtiero Bova, che tutti chiamano il Pinguino e, come ogni pinguino che si rispetti, prova a godersi in tranquillità salvifiche nuotate solitarie nei fiumi del basso Piemonte, dopo che un trasferimento l’ha privato del suo mar Ligure. Una telefonata, il furto di un cadavere da un cimitero annunciato da un prete, ed ecco che quell’autunno che ha fretta di farsi inverno precipita in un abisso di orrore. E la Provincia Granda, profonda, in apparenza immobile, diventa il palcoscenico irreale in cui si muovono apostoli di antichi rituali, improbabili cacciatori di demoni, torturatori sui generis, killer implacabili… Il Pinguino, insieme alla fedele bassotta Gilda e a una stramba squadra di poliziotti, si ritrova per le mani un caso intricato che lo porterà a scontrarsi con una rete di pericolosi criminali, entrando in contatto con le parti più oscure e meschine dell’animo umano. Torna l’indimenticabile commissario creato dall’autore rivelazione della crime fiction italiana, con la sua umanità ruvida, il suo sarcasmo, la sua goffaggine, i silenzi impenetrabili, l’amore per il bere e il mangiare. Torna con un’altra storia che è una nuova partita a scacchi con il destino, dove il sangue, che è sacro ed è vita, diventa pasto per acquietare lo spirito del male.

6 NOCETI Belìn manuale per l’utilizzatore DE FERRARI: Belin è la parola genovese e ligure più nota in assoluto, sinonimo di appartenenza a questa nostra terra in qualunque parte del mondo la si senta pronunciare. Ma cosa vuol dire? E quando, e dove nasce? Queste e altre sono le risposte che troverete in questo utilissimo manuale corredato da numerosi esempi vocali e da un audio inedito di Marco Rinaldi.

7 SEVERGNINI Socrate, Agata e il futuro Rizzoli: La vita umana, insegna l’induismo, si divide in quattro periodi: il primo serve per imparare, guidati da un maestro; il secondo per realizzare sé stessi; il terzo per insegnare e trasmettere la conoscenza; l’ultimo, segnato da un progressivo disinteresse verso le cose materiali, per prepararsi al congedo. Molti, oggi, non lo ammettono. Nonostante l’età, continuano a sgomitare, spingere, accumulare. Inseguono cariche, conferme, gratificazioni sociali. Non sanno rallentare, ascoltare, restituire. Con l’aiuto di una nipotina che insegna il disordine quotidiano (e mette i palloncini sul busto di Socrate), Beppe Severgnini riflette sul tempo che passa e gli anni complicati che stiamo attraversando. «Le cose per cui verremo ricordati – scrive – non sono le cariche che abbiamo ricoperto e i successi che abbiamo ottenuto. Sono la generosità, la lealtà, la fantasia, l’ironia. La capacità di farsi le domande giuste.» Don’t become an old bore, non diventare un vecchio barbogio: ecco l’imperativo. L’autore invita a «indossare con eleganza la propria età». Per farlo serve comprendere il potere della gentilezza, imparare dagli insuccessi, allenare la pazienza, frequentare persone intelligenti e luoghi belli, che porteranno idee fresche. Serve accettare che c’è un tempo per ogni cosa, e la generazione dei figli e dei nipoti ha bisogno di spazio e incoraggiamento. Non di anziani insopportabili.

8 SALZANO ACUTIS Il segreto di mio figlio Edizioni Piemme: «In tanti mi chiedono quale sia il segreto nascosto dietro la figura di mio figlio Carlo, che in pochi anni ha saputo conquistare l’amicizia e l’affetto di una moltitudine di persone che nella preghiera chiedono la sua intercessione. Perché un semplice ragazzino, morto a quindici anni, è invocato in tutto il mondo? Perché la Chiesa lo proclamerà santo? Quale, insomma, il “mistero di luce” che lo accompagna? Tanti hanno voluto raccontare Carlo, ma non è semplice riuscire a cogliere l’individualità di una persona se non si è entrati in relazione diretta con lei. Se è vero che “l’essenziale è invisibile agli occhi e non si vede bene che con il cuore”, come madre di Carlo ho voluto provare a scrivere un libro con il cuore, per aiutare i suoi tanti devoti a conoscerlo e ad amarlo. Un fortissimo e innato senso religioso portava mio figlio ad aprirsi agli altri, in particolare agli ultimi, ai poveri e ai deboli. Carlo ha vissuto sempre proteso verso Dio. Diceva che “la conversione è un processo di sottrazione: meno io per lasciare spazio a Dio”. Come un faro in una notte buia, ha squarciato e illuminato le tenebre che mi tenevano prigioniera e mi ha indicato un cammino in chiave di eternità. L’Infinito era la sua meta, non il finito. Gesù era il centro della sua vita. Sono questi i tesori che provo qui a svelare, i tesori di Carlo, il suo segreto.»

9 ANTONINI Il vento eravamo noi Internòs: Una serie di ricordi autobiografici fa da cornice alla storia di un quartiere del Comune di Sestri Levante denominato Pila sul Gromolo, che si dipana negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, quando il successivo sviluppo urbanistico non ne aveva ancora cambiato la fisionomia alla radice. Sebbene, fino a questo momento, nessuno abbia mai provato – fra le varie storie che riguardano la città e le sue frazioni – a occuparsi di Pila, pure, il luogo ha la sua importanza. Per le sue fabbriche di un tempo, per esempio, oggi scomparse, quali Ledoga, Officine liguri elettromeccaniche, Fabbrica italiana smaltati, Laterizi levante e perfino un’attività artigianale per produrre fiocine, una fonderia; per le sue attività legate – ancora – all’agricoltura, con vaste estensioni allora coltivate; e per attività accessorie ma molto frequentate, come il campo di calcio. A tutto ciò si legano i ricordi dell’autore, da una parte; e dall’altra esistono quelli legati a personaggi che il luogo lo hanno abitato e lo hanno reso peculiare. Alcuni, veri e propri borderline che vivevano alla giornata e che, tuttavia, erano dotati di grande umanità; il resto uomini e donne, con prole, che abitavano le molte case popolari sorte nel frattempo. Gli uomini, in genere, operai nelle grandi fabbriche come Cantieri del Tirreno o Fabbrica italiana tubi, o realtà minori; le donne, casalinghe che spesso arrotondavano gli introiti familiari in veste di domestiche a ore, cameriere, raccoglitrici di olive. Insomma un’umanità variegata, altruistica e semplice, rispettosa del prossimo, passata attraverso l’infelice esperienza della guerra e tornata a procedere in modo normale, sebbene non dimentica di trascorsi non di rado dolorosi. Tutto questo ha rappresentato, in quegli anni, l’universo dell’autore, cui si può aggiungere la descrizione di luoghi ormai scomparsi, di un territorio solcato da canali irrigui (antichi retaggi delle aziende agricole nobiliari, un tempo fiorenti) dove s’era sviluppata una fauna straordinaria, di cui oggi si sono perdute e tracce. E delle colline, dei viottoli per raggiungere il mare percorsi in modo avventuroso assieme agli amici d’infanzia, dei grandi prati e, infine, anche delle spiagge. Senza dimenticare la rete di negozi, gli artigiani, i bar e le osterie che punteggiava il quartiere, ciascuno con la propria storia, grande o piccola ha nel contesto davvero poca importanza. Infine, ogni vicenda descritta è rigorosamente accaduta e, pertanto, qui, non ha alcun valore la frase che appare spesso all’inizio dei film: «Ogni riferimento a persone o fatti è da ritenersi puramente casuale».

10 LARSSON Filosofia minima del pendolare Iperborea Casa Editrice: Björn Larsson ha alle spalle un’esistenza nomade e vagabonda a bordo di una barca, ma anche quarant’anni di sfiancante pendolarismo. Pendolare incallito tra Danimarca, Svezia e Italia per lavoro e per amore, durante i suoi numerosi viaggi – in traghetto, treno, bus e qualche aereo – e migliaia di chilometri, ha osservato le abitudini e le nevrosi dei pendolari, incluso se stesso. Il risultato è un libro divertente in cui episodi di vita vissuta sono occasioni di riflessione, e l’elegante lingua della letteratura si mescola al buffo chiacchiericcio quotidiano dei viaggiatori. Si passa da spunti su come scegliere i migliori posti sui mezzi di trasporto agli snervanti imprevisti che spesso tocca affrontare, passando per l’arte di trovare il tragitto più breve a considerazioni profonde sulla decadenza del linguaggio e le trasformazioni della società, con un occhio attento ai cambiamenti nel modo in cui viaggiamo. Tra citazioni dai miti letterari come Martinson e De Beauvoir, Orwell e Beckett, non mancano critiche al capitalismo e riflessioni sull’isolamento durante la pandemia, che ha toccato profondamente chi, come lui, trova nel viaggio una ragione di vita. E c’è spazio anche per l’avventura, naturalmente: quando i venti del Nord soffiano sull’Øresund e i traghetti sono in balia delle onde, è facile ricordare altre burrasche. Con leggerezza e un’ironia che si fa aperta comicità, Larsson trasporta i suoi temi classici, come il viaggio, lo sradicamento e il bisogno di libertà, dal mondo romanzesco dei mari a quello quotidiano e urbano del trasporto pubblico, in un racconto che susciterà immediata simpatia in chiunque abbia vissuto, anche solo per poco, la frustrante esperienza del pendolarismo.