Da Alberta Cortese riceviamo il nuovo romanzo (2024) della Rooney, autrice già più volte segnalata in questo concorso.
Marco Grando, grande ammiratore della Rooney, aveva già segnalato Intermezzo, ma anche Persone normali e Parlarne tra amici (l’esordio della scrittrice irlandese). Rosa Ghislandi. invece, aveva segnalato Persone normali. In ogni segnalazioni un punto di vista stimolante e spesso una pagina dei rimanzi.
A proposito di Intermezzo Alberta ci scrive: “La scrittura è originale, ma non sempre facile , caratterizzata da frasi brevi e dialoghi indiretti. I riferimenti culturali sono di livello, ma esposti senza supponenza . I personaggi prendono corpo e spessore nel proseguo della storia senza bisogno di descrizioni a latere . Sullo sfondo un’ Irlanda piovosa e malinconica, ma il finale si colora di originalità e speranza.“

Dalla presentazione dell’editore:
Alla morte del padre, Peter e Ivan vedono sconvolto il precario equilibrio della loro esistenza. Nascono nuovi amori, esplodono vecchie ruggini, si creano inedite alleanze. E in questo interludio si intravede la vastità potenziale di ogni vita. A parte il fatto di essere fratelli, Peter e Ivan Koubek sembrano avere poco in comune. Peter è un avvocato di Dublino sui trent’anni – affermato, abile e apparentemente irreprensibile. Ma, ora che gli è morto il padre, prende farmaci per dormire e si barcamena con fatica fra due relazioni con donne molto diverse: il primo, imperituro amore, Sylvia, e Naomi, una studentessa universitaria per cui la vita è un’unica lunga barzelletta. Ivan è un campione di scacchi ventiduenne. Si è sempre considerato uno sfigato, un paria, l’antitesi del suo disinvolto fratello maggiore. Ora, nelle prime settimane dopo la perdita del padre, incontra Margaret, una donna più grande che esce da un passato turbolento, e rapidamente e intensamente le loro vite si intrecciano. Per i due fratelli in lutto, e per le persone da loro amate, si apre un interludio, un periodo di desiderio, disperazione e nuove prospettive – l’opportunità di scoprire quante cose un’unica vita possa contenere senza per questo andare in pezzi.
