Sollecitato Ramsis Bentivoglio sconsiglia di leggere questo nuovo romanzo di Melissa Panarello, in arte Melissa P.
A questo proposito Ramsis ci spiega perché secondo lui non vale la pena di essere letto.
“Se per qualche motivo venisse in mente di approcciare il nuovo libro di Melissa Panarello, ovvero dell’autrice di Melissa P. di 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire (di cui Luca Guadagnino fece anche un film con Elio Germano) STORIA DEI MIEI SOLDI, credo, rimarrebbe deluso.
La Panarello, ora più agente letterario che scrittrice, ogni tanto pubblica, grazie ancora alla notorietà dello scandaloso libro succitato, romanzi.
In questo caso, attraverso un espediente narrativo di transfert, ovvero di far parlare l’attrice che avrebbe interpretato lei nel film dei 100 colpi, (ovviamente non è veramente lei), racconta della sua esperienza con i soldi e il successo.
La storia è chiaramente (nel senso che parlare di soldi in maniera felice e serena non è cosa normale per noi italiani, soprattutto in un romanzo) tragica e ha un finale negativo, quasi senza speranza.
Detto questo, perché non si può dire di più di un romanzo senza una vera trama, l’autrice mette in scena sé stessa ma indossando una maschera. Parlando di sé in terza persona, diciamo così, esalta ancora di più sé stessa, almeno questa è l’impressione che ne risulta.
Non c’è una grande scrittura dietro e il finale è un po’ tirato via.
Diciamo che è interessante il discorso soldi/successo al femminile, ma la banalità di certe parti è avvilente.“
Dalla presentazione dell’editore:
A raccontarci questa storia è una scrittrice, resa famosa quando era molto giovane da un audace romanzo nel quale metteva in scena sé stessa. Adesso è una donna adulta, ha costruito una famiglia e le sembra di avere compreso che scrivere per lei è stato il frutto di un’urgenza ora sopita. Ma la vita si incarica di dimostrarle che per conoscersi veramente bisogna trovare lo specchio in cui guardarsi e mette sul suo cammino Clara, l’attrice che quindici anni prima è stata il suo doppio nel film tratto da uno dei suoi romanzi. Clara è ancora bella ma i suoi grandi occhi verdi a tratti diventano laghi di vergogna; Clara ha fame ma deglutisce con fatica; Clara non ha più soldi, e trova il coraggio per chiederli a chi incontra. Più di tutto, Clara ha bisogno di raccontare la sua storia e improvvisamente questa diventa una missione che le riguarda entrambe. Per le due protagoniste comincia un viaggio che si dipana sulle tracce del solo alimento che – insieme alla passione – può consentirci di diventare chi siamo: i soldi. Dopo aver osato mettere al centro delle sue pagine il desiderio femminile, Melissa Panarello scrive il suo romanzo più autentico e intenso che si propone di indagare un altro grande tabù: quello del denaro fra le mani di una donna. La figura di Clara T. si staglia in queste pagine come una antica divinità divorata dal suo stesso amante, e con voce ferma racconta le ustioni che il successo e la ricchezza lasciano sulla pelle di chi li attraversa, le trappole che la giovinezza tende a chi è più fragile, il privilegio e la dannazione del talento.
