Qualsiasi cosa si pensi di ciò che sta avvenendo negli Stati Uniti non c’è dubbio che anche questa volta gli States ci hanno saputo stupire.
Io non amo particolarmente gli Stati Uniti. Il loro sistema sociale così improntato sull’individualismo mi ha sempre provocato eruzioni cutanee. Però non c’è dubbio che di là vengono spesso sorprese e anticipazioni che scuotono il villaggio globale costituito dal nostro cosiddetto occidente.
Dopo mesi di stanchezza, ecco la sorpresa: alle loro prossime elezioni la scelta sarà radicale e chiara.
Se prima avevamo due vecchi signori bianchi che si accusavano a vicenda di rincoglionimento e di ogni altra efferatezza, con la rinuncia di Biden la scelta è chiara: bianco, vecchio, destrorso verso “coloured”, donna, giovane, sinistrorsa.
La scelta della Harris come candidata alla Presidenza (se verrà come sembra confermata dalla convention di agosto del partito democratico) porta finalmente una ventata di chiarezza nel quadro politico americano.
Non sappiamo se questa discesa in campo frettolosa e tardiva saprà muovere l’elettorato, ma certamente dà loro un quadro nel quale scegliere sarà più facile: bianco o nero (poco importa che la Harris sia indiana giamaicana: è coloured), destra o sinistra, maschio o femmina, testosterone o progesterone.
Quel che appare evidente è quanto la situazione attuale, negli States come da noi, richieda scelte radicalmente nuove. Il mix di problemi e le loro interconnessioni (ambiente ed economia in primis intrecciati agli aspetti migratori, ma anche medioriente) richiederebbe una intelligenza e un coraggio (nel rispetto dei principi democratici e delle libertà individuali) che per ora non si vede.
Vedremo se la battaglia politica statunitense saprà muovere anche le acque anche di qui dall’atlantico.
Lo spettacolo vale la pena di essere seguito con attenzione e non costa neanche il biglietto.
PS: da tempo sostengo che per le conseguenze su tutto l’ordine internazionale le elezioni americane dovrebbero essere aperte alla votazione di tutti gli occidentali stretti alleati degli USA. Ma questa è un’altra storia, avrebbe detto il barista di Irma la Dolce.
PS2: certo agli occhi di un non statunitense stupisce che in corsa possa esserci chi chiamò ad una rivolta contro gli ultimi risultati elettorali come stupisce che anche per la pratica giustizia anglosassone sia più facile condannare per frode fiscale o uso improprio di fondi che per incitamento alla violenza e attacco alla democrazia. Speriamo che questa debolezza non si traduca in una guerra civile nel caso il bianco maschio testoteronico perda le elezioni.


