Da Stefano Piantini riceviamo K. Vonnegut, Madre notte.
Stefano ci scrive: “Sono come l’uccellino immaginario di Borges, che vola in avanti con il capo rivolto all’indietro. Quindi, eccomi con un Vonnegut di annata (1961). “Madre Notte” è la storia di un criminale nazista (trasmissioni radio filo naziste in lingua inglese, lui è americano) in prigione a Gerusalemme, in attesa del processo per crimini di guerra. Ma, forse, lui era una spia degli Alleati. Dice l’autore “Un uomo è quel che finge di essere, sicché deve stare molto attento a chi fa finta di essere”. Madre Notte è una citazione di un discorso di Mefistofele dal Faust di Goethe, se andate su Instagram (woland666393) e se vi incuriosisce la trovate. Buona lettura.“

Dalla presentazione dell’editore:
Il libro è il racconto in prima persona di un americano trasferitosi con la famiglia in Germania dopo la prima guerra mondiale, che vi resta anche dopo la presa del potere di Hitler e diventa la voce della propaganda nazista di Goebbels per gli Stati Uniti. All’inizio e alla fine del libro il protagonista si trova in una prigione israeliana, in attesa di processo per crimini di guerra, lì ripensa alla propria vita e decide di scrivere le sue memorie. Il racconto, presentato come un autentico documento storico, risulta un’attuala riflessione sulla guerra, la violenza e le loro cause. Dal libro, pubblicato nel 1961, è stato tratto anche un film interpretato da Nick Nolte nel 1996.
