Ieri sera grande serata al Piccolo Teatro Strehler. Sala stracolma. Tante le scolaresche.
Feydeau è garanzia di per sé di divertimento, ma bisogna subito dire che questa riduzione teatrale di Carmelo Rifici ci aggiunge molto di proprio.
Senza stravolgere la trama e rispettando i tempi comici previsti, Rifici, con l’aiuto di dodici magnifici attori (unica personale stonatura l’attrice che interpreta Elide, la cameriera di casa, non è allo stesso livello di bravura degli altri) introduce elementi di comicità surreale che completano e aggiornano felicemente il testo originale.
Una vicina di poltrona sussurrava che era in qualche modo era una commedia dell’assurdo. In realtà per certi versi, nel ritmo concitato e con l’introduzione della musica in scena e del personaggio dell’americano disperso a Parigi (un bravissimo Alfonso De Vreese) questa messa in scena mi ricordato Hellzapoppin, una commedia, cioé, dove i generi comici si mischiano e si compongono nel rappresentare tutte le sfumature della comicità.
Complimenti rafforzati a Marta Malvestiti e a Francesca Osso, ottime musiciste oltre che ottime attrici , così come lo stesso genere di complimenti vanno ad Emilia Tiburzi (ottima cantante) e a Alfonso De Vreese, ottimo chitarrista.
E un plauso speciale a Christian La Rosa che regge ottimamente di due ruoli principali (per la verità anche molti altri hanno due ruoli in commedia tutti svolti molto bene) e a Tindaro Granata che nel ruolo di Camillo instaura un rapporto speciale col tutta la sala.
Tre ore di spettacolo senza particolari cadute e con un ritmo di risate continuo.
Vale il biglietto.
