Dalla libreria del Tempo Ritrovato Libri ci arrivano nuovi suggerimenti di lettura, ovvero la classifica dei nove libri più venduti in Settembre. Che sopresa trovare un romanzo del grande studioso di religione e mito Mircea Eliade. In ogni caso eccola:

1° – L’uomo con lo scandaglio – Patrik Svensson – @iperborea
2° – I suoi occhi – Bozorg ‘Alavi – Ponte33
3° – Yomuri – Cynthia Rimsky – @edicola edizioni
4° – Una scrittura femminile azzurra pallido – Franz Werfel – @adelphi
5° – L’ultima cosa bella sulla faccia della terra – Michael Bible – @adelphi
6° – Pura razza bianca – Frank Westerman – @iperborea
7° – Un’altra giovinezza – Mircea Eliade – @atlantide
8° – Il caso Deruga – Ricarda Huch – @l’orma editore
9° – Il libro dei sussurri – Varujan Vosganian – @Keller

Per aiutare la scelta qui sotto le schede dei libri.

1° – L’uomo con lo scandaglio – Patrik Svensson – @iperborea: Il mare è un mistero. Ne abbiamo tracciato i confini, scandagliato le profondità, ma rimane l’ultima frontiera, che forse non attraverseremo mai. Narratore con Linneo nell’animo, instancabile indagatore del mondo naturale, Patrik Svensson ha raccolto in questo libro multiforme – romanzo d’avventura, memoir, indagine scientifica – storie di personaggi celebri e individui dimenticati che si sono consacrati al mito del mare, dai naviganti polinesiani che attraversarono in canoa l’Oceano Pacifico a Piccard e Walsh, che per primi osservarono il paesaggio alieno della fossa delle Marianne. La storia del mare è una storia di curiosità umana – come quella di Robert Dick, il fornaio-naturalista che nel 1863 trovò su una spiaggia scozzese un fossile vecchio di 385 milioni di anni e rivoluzionò la teoria evolutiva – e di bellezza, come ci insegna Rachel Carson, che al mare dedicò pagine memorabili e che grazie al mare conobbe l’amore di una vita. Ma è anche una storia di soprusi, come testimonia l’ultimo viaggio di Magellano, quello in cui rimase ucciso, qui narrato dalla prospettiva di Enrique, il suo schiavo malese e forse il primo uomo a circumnavigare davvero il globo. Dalle antiche leggende di calamari giganti all’epopea dei capodogli immortalati in Moby Dick, passando per l’allarme ecologico a cui oggi nessuno può sottrarsi, L’uomo con lo scandaglio è un racconto sulle grandi domande della natura, quelle a cui nei secoli la nostra irrequietezza è riuscita a rispondere e quelle che la nostra filosofia non potrà mai sognare.

2° – I suoi occhi – Bozorg ‘Alavi – Ponte33: Pubblicato nel 1952 ̶ a un anno dal colpo di stato che rovesciò il primo ministro Mossadeq, che aveva nazionalizzato il petrolio iraniano ̶ Cheshmhayash (I suoi occhi), generalmente considerato una pietra miliare nello sviluppo della narrativa persiana moderna, è il romanzo con cui Bozorg ‘Alavi conclude, e consacra, la sua troppo breve carriera letteraria. La storia ruota attorno al dipinto di una donna sconosciuta intitolato I suoi occhi e il narratore assume il ruolo di detective alla ricerca di una verità da scoprire: gli occhi sono di Farangis, donna affascinante e complessa di famiglia aristocratica, che nel corso del romanzo svela il suo particolare rapporto con Makan, il famoso artista che l’ha dipinta e figura chiave dell’opposizione clandestina a Reza Shah. In I suoi occhi ‘Alavi si rivela abile nell’analizzare il sentimento amoroso dalla prospettiva femminile e riesce a fondere i suoi interessi di natura psicologica con quelli relativi all’impegno politico, facendo anche respirare il clima soffocante del regime imperiale che ha portato gli iraniani a diffidare gli uni degli altri.

3° – Yomuri – Cynthia Rimsky – @edicola edizioni: Yomurí è un appassionante romanzo d’avventura, una storia romantica e surreale sul potere di seduzione dei nostri sogni. Sbattuto fuori casa dalla quinta moglie, Kovacs, ex diplomatico in pensione e gran seduttore, chiede alla figlia Eliza di aiutarlo a realizzare il suo ultimo desiderio: vuole riportare la pace in famiglia ricongiungendosi con l’ultima figlia, Sonya. Eliza acconsente e i due partono per un periglioso viaggio verso il sud del Cile.
Nella stessa direzione si muovono Carri, una giovane in cerca delle proprie radici, e un gruppo di nativi decisi a rioccupare un territorio appartenuto in passato alle loro famiglie.
Per tutti Yomurí rappresenta la destinazione finale e insieme il simbolo di quello che nella vita continua a sfuggirci, un’utopia che si allontana ogni volta che stiamo per raggiungerla. Accolti nelle case mobili dei nativi, Kovacs ed Eliza inizieranno ben presto a sentirsi parte della comunità fino a quando l’illusione di una nuova pace travolgerà anche le loro vite. Attraverso gli occhi di una straniera, una veeditrice con il compito di osservare senza giudicare la contraddizione che la circonda, il nuovo sorprendente romanzo di Cynthia Rimsky sembra dirci che in un momento in cui tutti sembrano avere la verità in mano, è il dubbio il vero motore delle nostre vite.

4° – Una scrittura femminile azzurra pallido – Franz Werfel – @adelphi: Siamo a Vienna, nel 1936. Un alto funzionario ministeriale, sposato a una bella e ricca dama viennese, apre una mattina una lettera. Sulla busta riconosce una scrittura femminile azzurro pallido. Quella lettera si insinua immediatamente, come una lama, nella sua vita troppo levigata e la disarticola dall’interno. Apparentemente, in poche righe molto formali, la scrivente chiede l’aiuto del potente funzionario per trasferire in una scuola viennese un giovane tedesco di diciotto anni. Ma, per il destinatario, quelle righe cifrate significano il riaffiorare di un amore di molti anni prima, un amore cancellato con ogni cura. E il giovane ignoto non sarà forse un figlio ignorato? Quella storia, che ora giace nella memoria del brillante funzionario come «una tomba interrata che nessuno riesce più a localizzare», era stata forse il più grande, forse l’unico vero amore della sua vita. Ma al tempo stesso era qualcosa che il suo «cuore guasto» aveva dovuto eliminare. La feroce coazione ad adeguare la propria vita alle esigenze della società (e qui si tratta dell’alta società viennese, magistralmente accennata con piccoli tocchi), quasi un secondo parto operato da un ostetrico di se stesso, hanno distaccato quest’uomo – l’elegante, garbato, impeccabile León – da qualsiasi altro elemento della sua esistenza, dalle sue origini incerte e povere come anche da quella passione inaccettabile. Werfel è riuscito qui a creare una coincidenza fra indagine psicologica e analisi sociale che è quasi disturbante per la sua precisione. Di fatto, l’amante abbandonata è ebrea – e la volontà di cancellarla assume una coloritura livida data dal tempo e dalle circostanze. Questa storia dalla forma perfetta, pubblicata da Werfel in esilio a Buenos Aires, nel 1941, si legge oggi come un amaro gesto di congedo da Vienna e da tutta la civiltà mitteleuropea, quasi una naturale prosecuzione dei racconti dell’ultimo Schnitzler.

5° – L’ultima cosa bella sulla faccia della terra – Michael Bible – @adelphi: Mentre tutti sono raccolti in preghiera, dall’ultima fila Iggy avanza verso il centro della chiesa. Trema, e la benzina che ha portato con sé per darsi fuoco – come quei bonzi che ha visto in rete – si rovescia. Il fiammifero acceso gli cade di mano. Nel rogo muoiono venticinque fedeli. Diciotto anni più tardi gli abitanti di Harmony, una cittadina del Sud degli Stati Uniti, ancora si portano dentro quel lutto, ancora – come un antico coro – si interrogano e commentano l’accaduto. La loro versione si alterna a quella di altre figure direttamente coinvolte o appena sfiorate dalla tragedia, mentre su tutto si impone, ipnotico e straziante, il racconto del colpevole, rinchiuso nel braccio della morte. Ora che l’esecuzione si avvicina, a Iggy resta solo il rifugio nel sogno – o nel ricordo – di un’altra vita, di mille altre vite. Da dove è scaturita quella decisione estrema e inconsulta? Che cosa gli ha sconvolto la mente? Gli antidolorifici che sniffava, l’alcol e l’eroina? L’amore «selvaggio, cosmico e strano» per Cleo, o quello per Paul, l’amico scomparso «come un temporale che passa sopra la campagna e si dilegua in un batter d’occhio»? O piuttosto quel dolore segreto, quel tedio insopportabile, quello sgomento di fronte a un universo infettato da un oscuro morbo di cui solo loro tre sembravano avere consapevolezza? Michael Bible è un giovane scrittore ma ha già un mondo e una voce, che modula con sapienza per prestarla alle sue creature dolenti, dando vita a una ballata visionaria, calibratissima, carica di poesia concreta e di accenti biblici, con la quale sembra essersi già guadagnato un posto fra i grandi narratori del Sud americano.

6° – Pura razza bianca – Frank Westerman – @iperborea: «Quando tocchi un lipizzano, tocchi la storia», ha detto un giorno il proprietario del maneggio che Frank Westerman frequentava da bambino. Il fascino della razza «perfetta», simbolo della forza e della nobiltà di sangue, creata dall’uomo in quattro secoli di selezioni e incroci, spinge l’autore a ricostruirne la storia in un appassionante viaggio-inchiesta che diventa un inedito racconto dell’Europa e del XX secolo. Ammirati e contesi da tutti i potenti, da Hitler e Mussolini a Stalin, Tito e Ceauşescu, i «cavalli imperiali» nati alla corte asburgica incarnano quella ricerca della superiorità razziale che ha ispirato gli esperimenti nazisti sulla purezza ariana come quelli sovietici per temprare il proletariato e le “pulizie etniche” nella ex Jugoslavia. Liberati dalle truppe alleate americane in un’operazione segreta diventata un film di Walt Disney, salvati da un devoto stalliere serbo sotto i bombardamenti nei Balcani, tra fughe epiche e spericolate deportazioni, i lipizzani attraversano i conflitti bellici e ideologici del Novecento subendo l’eterno dibattito tra natura e cultura e le manipolazioni di scienziati, filosofi, fanatici e dittatori. La loro storia è quella del sogno umano di controllare la vita e delle grandi domande etiche che lo accompagnano, da Darwin e Mendel all’uso della genetica fino ai controversi laboratori di oggi. Coniugando storia e mito, scienza, viaggio e letteratura, Westerman mette a nudo l’Homo sapiens, che nella sua perenne corsa verso la conoscenza e nella sua sfida aperta con la natura «sa come nessun altro creare e distruggere».

8° – Un’altra giovinezza – Mircea Eliade – @atlantide: “Avevo immaginato una sorta di novella sul miracolo della rigenerazione e dell’eterna giovinezza… Immaginare, è dir poco. Per più giorni di seguito ho vissuto sotto il fascino di quel mistero. Vivevo nell’attesa, come se qualcosa dovesse prodursi e rivelarmisi…”, scriveva Mircea Eliade nel suo Giornale nel giugno del 1949. Composta oltre venticinque anni più tardi, e anticipata da una serie di curiosi sogni e esperienze, Un’altra giovinezza è quella novella e si pone, nell’intera creazione narrativa di Eliade, tra le opere più affascinanti ed enigmatiche del grande autore rumeno. È la notte di Pasqua del 1938. Un anziano professore, Dominic Matei, arriva a Bucarest con l’intenzione di porre fine alla propria vita. All’improvviso viene colpito da un fulmine che lo lascia moribondo sull’asfalto. Dato per spacciato, con il passare dei giorni non solo le sue feri- te guariscono, ma il suo intero corpo miracolosamente rinasce, dandogli l’aspetto di un uomo molto più giovane. Ben presto il professore si accorge che il dono del fulmine non riguarda soltanto la possibilità di una nuova giovinezza, ma che diversi poteri si sono annidati dentro di lui: oltre alla comprensione delle lingue e a una memoria strabiliante, Dominic infatti riuscirà a guardare nel profondo abisso di una conoscenza che va oltre l’umano e oltre il tempo, in un viaggio fino agli albori del linguaggio dell’umanità. Un’altra giovinezza è un romanzo ammaliante (e finora largamente incompreso) tramato di indizi, rivelazioni e false piste, che racconta non solo la storia di un uomo e della sua ossessione per il sapere, ma indica, misteriosamente, la possibilità stessa di un’uscita dal Tempo, di un’altra vita e di un differente destino. Da Un’altra giovinezza il regista Francis Ford Coppola ha tratto l’omonimo film nel 2007.

9° – Il caso Deruga – Ricarda Huch – @l’orma editore: Germania, inizi del Novecento. In un ricco appartamento di Monaco, una signora viene trovata morta nel suo letto. Presto si scopre che il decesso non è dovuto al naturale decorso della lunga malattia che affliggeva la vittima, bensì a una dose letale di veleno. I sospetti ricadono subito sull’ex marito, il medico italiano Sigismondo Enea Deruga. Gli indizi contro di lui, il suo atteggiamento sprezzante in aula e la diffusa diffidenza nei confronti dello straniero sembrano averlo già condannato, tanto più da quando si è scoperto che era stato designato unico beneficiario dell’ingente eredità lasciata dalla donna. Ma questa non è la sola sorprendente rivelazione che emerge dal processo… Modellando un protagonista dal carattere ambiguo, umorale e affascinante, descritto dalle voci di chi lo accusa e di chi lo difende nel corso del dibattimento, Il caso Deruga chiama alla sbarra personaggi spesso mossi da pregiudizi e da segreti interessi, per raccontare con garbo e ironia la tenacia dei vecchi amori e le insidie delle verità troppo semplici, giungendo a sollevare questioni etiche vaste e sorprendentemente attuali.
Con questo appassionante romanzo, nel 1917 la grande storica e intellettuale Ricarda Huch si concesse una divertita incursione nel giallo dando alle stampe, anni prima di Perry Mason, uno dei primissimi legal thriller della storia.

10° – Il libro dei sussurri – Varujan Vosganian – @Keller: Tutto ha inizio nella piccola città di Focsani, in una strada armena, tra i vapori del caffè, gli aromi della cantina di nonna Arshaluys, i libri antichi e le fotografie appartenute a nonno Garabet. Il piccolo Varujan guarda un mondo colorato dallo sguardo dell’infanzia e ascolta le conversazioni e le storie favolose di alcuni vecchi armeni che, per parlare liberamente, si nascondono in una cripta. Prende vita così, in un’atmosfera già densa di presagi, uno straordinario romanzo, una vera e propria epopea nella quale partecipando ai destini dei personaggi, alle guerre, ai viaggi, alle fughe, alle avventure, agli amori, alle vite che si compiono nella fine, si segue passo dopo passo, con continui salti di tempo e di spazio, l’intera storia del Novecento, il destino umano e in particolare quello del popolo armeno, del suo genocidio e della sua diaspora. Un romanzo fuori dal comune, dall’ampiezza di respiro inusuale, popolato da personaggi indimenticabili e che è allo stesso tempo narrazione personale, libro identitario per il popolo armeno e tributo a tutti coloro che hanno subìto la Storia.