Lunedì sera presso il Teatro Studio Melato è andato in scena un omaggio a Dario Fo nel centenario della sua nascita e a dieci anni dalla sua morte.

Ora, l’omaggio è stato delicato e commosso da parte della giornalista Giuseppina Manin e del critico d’arte Giovanni Agosti (che forse avrebbe dovuto parlare di Fo pittore, ma l’argomento è stato trattato solo di sfuggita).

Un omaggio delicato e commosso, ma anche, diciamocelo, noioso.

L’attore Sandro Lombardi ha letto molti brani tratti dai vari libri autobiografici di Fo e ha recitato anche alcuni pezzi del Mistero Buffo (oltre a voler imporre anche uno dei suoi brani più noti tratto da Giovanni Testori), ma ridiciamocelo: Fo senza Fo è un’altra cosa. La capacità scenica e l’assoluta padronanza vocale nel panorama teatrale italiano trovano confronti solo con pochissimi altri grandi e non me ne voglia il povero Lombardi, ma con lui non c’è paragone.

Intanto recitare brani di Fo stando fermi è quasi come bestemmiare e poi se omaggio doveva essere perché non inserire lui, Dario Fo in filmati teatrali e televisivi?

Insomma interventi anche interessanti, ma talmente monotoni da far cadere alcuni nella tentazione telefonica e altri tra le braccia di Orfeo.

Non sono previste che io sappia repliche. Se fosse siete avvisati