Oggi il Corriere della Sera dà conto della presentazione del nuovo volume che raccoglie una produzione scelta di 12 giovani poeti che sono stati selezionati per il recente Poetry Slam.
Per citare Wikipedia “Il Poetry Slam è una competizione in cui i poeti recitano i loro versi, gareggiano fra loro e vengono valutati da una giuria composta da cinque elementi estratti a sorte tra il pubblico[1]. La competizione è diretta dall’Emcee (Master of Ceremony)[1]. È una produzione artistica che nasce dalla strada (come il rap ai suoi inizi) e crea un legame tra scrittura e performance, realizzata con grande economia di mezzi. È una forma poetica popolare, declamatoria, praticata nei luoghi pubblici (in particolare pub, bar, circoli, teatri o altri luoghi associativi) e che spesso si avvale di una recitazione a ritmo serrato.”
Non è difficile immaginare che sia una nuova forma di spettacolo nato negli Stati Uniti, ma quel che sia sia, esso dà comunque il polso (o un polso) di cosa oggi una parte importante del mondo (giovanile? solo giovanile?) intenda per poesia. L’importanza della vicenda è testimoniata dal fatto che il Corriere della Sera stesso ne sia stato sponsor e organizzatore.
Affinché ognuno possa farsi una propria idea copio e incollo dall’articolo del Corriere gli estratti citati.
…stupido/ è il male / tu non smettere mai di parlare / anche di fronte ai barbari / non diventare bari.
Francesca Pels Per Aspera ad astra
E insieme, figlio e padre – noi / Arcobaleno e temporale / Terremoto e tragedia del salotto di casa
Davide Passoni Barbari domestici
Ci hanno insegnato a guardare / nei piatti / Degli Altri / ma mai a realizzare / che siamo noi gli altri / Degli Altri
Giuseppe Piccolo
Dovremmo andare nudi a braccia alzate / a dire “siamo così” e di accettarlo / ché sia il senso di colpa che il pudore / son sane sensazioni di rispetto / e non malate armi di controllo
Simone Savogin, Decade
Questa mia mente / ricorda frammenti / frammisti a scatole vive di gente
Riccardo Petilli, L’Atlante dei ricordi
Viviamo tutti su un pianeta tondo: / se metti radici, poi sai che un giorno / saranno alberi / dall’altro lato / del mondo
Filippo Capobianco
Mi hai raccontato una leggenda / leggendomi addosso / il mio bisogno di essere amata di parole / per trovarmi poi armata di parole / di fronteggiare il mondo
Martina Lauretta
Finita la battaglia / c’è solo il silenzio / e corpi immondizia / da recuperare
Gabriele Ratano
Papà…Papà sono io. / Il tuo sguardo è ora disorientato, spaventato
Serena Rose
Perché alla fine poi a pensarci / io scrivo solo e sempre / poesie d’amore
Chiara Araldi
Un unico mio commento: dalle profondità misteriose dell’ermetismo alla superficie increspata del mare?
Attendo lumi da chi più ne sa.
