Ramsis Bentivoglio ci segnala e recensisce questo romanzo di un autore americano molto prolifico, la cui produzione spazia dalla fiction tradizionale al horror. Il romanzo è del 1998 pubblicato in Italia due anni fa. La data di pubblicazione originale colloca il tema trattato in un periodo in cui la tematica sviluppata nel romanzo era molto discussa non solo negli Stati Uniti. Ecco la recensione.


Questo romanzo di Brian Evenson che, come Ketchum, non usa il soprannaturale per raccontare le sue storie dell’orrore, affonda i suoi artigli in una tematica molto forte, soprattutto negli Stati Uniti: la pedofilia tra i preti.

La tematica è affrontata da due punti di vista. Quella del medico che prende in terapia il sacerdote accusato del reato, e il punto di vista di padre Fochs, genitore anch’egli e prelato di spicco della sua comunità.

La vicenda si apre in più scenari, ma è chiaro sin dall’inizio che Fochs menta e che i suoi approcci ai minorenni siano tutto fuorché amichevoli. Dentro di lui, infatti, convivono più personalità che si alternano e gli “fanno fare” cose indicibili.

Tutta la storia oscilla tra l’incubo e la realtà. Le violenze non sono mai descritte nel dettaglio, come in un film in bianco e nero, ma è semplice capire cosa stia succedendo.

Evenson, con una scrittura semplice e agile, ci mostra i lati oscuri dell’uomo religioso e la ritrosia delle autorità nel denunciare gli abusi.

La pedofilia negli States è un fenomeno dilagante che viene coperto, per varie ragioni, dall’alto clero. Una questione che non sembra voglia essere affrontata con onestà.

Il romanzo, con toni horror, riesce a parlare di argomenti tabù senza essere volgare o morboso.

Il finale, ovviamente, è aperto.

Dalla presentazione dell’editore:

Il prevosto Fochs, membro della Chiesa del Sangue dell’Agnello, è inquieto. Le sue notti sono turbate da orrendi incubi in cui abusa di alcuni ragazzini della congregazione, allo scopo di purificarli dal male. In un altro sogno uccide una giovane in una radura vicino a casa. Tormentato dal pensiero della colpa e sollecitato dalla moglie, Fochs accetta finalmente di vedere uno psicoanalista. Il dottor Feshtig tiene nota delle loro sedute, finché la cronaca cittadina non si popola di episodi che mostrano un’allarmante somiglianza con quegli incubi, e le gerarchie ecclesiastiche fanno grosse pressioni per appropriarsi dei suoi appunti. E se dietro quelle confidenze si celasse una tremenda verità? Se il prevosto fosse in realtà un terribile predatore assassino? Di certo la sua Chiesa è determinata a salvarlo e a conservare la propria reputazione, costi quel che costi.
Brian Evenson, maestro del perturbante, scrive un romanzo estremo sul lato oscuro e distorto della religione, schierato dalla parte delle vittime. Il padre della menzogna ci restituisce così un’immagine limpidissima del male, della paranoia e dei pericoli di una cieca obbedienza.