Da Lorenza Rappoldi riceviamo la raccolta di racconti di Edith Wharton.

A questo proposito Lorenza ci scrive: “Edith Warton è tra le mie scrittrici preferite. Quest’estate su la repubblica era uscita la recensione di un nuovo libro dei suoi racconti. “La finestra della signora Manstey. E altri racconti” Il racconto che dà il titolo alla raccolta è molto conosciuto, gli altri meno, e sono presenti racconti di vario genere, anche di fantasmi (che non mi piacciono molto). Ne vorrei segnalare uno, in particolare, che trovo straordinario, per la scrittura e per il tema: “Alla maniera di Holbein”.

Dalla presentazione dell’editore:

Sua moglie aveva detto: «Se non la lasci mi butto giù dal tetto». Lui non l’aveva lasciata e lei si era buttata dal tetto. Confinare Edith Wharton all’“Età dell’innocenza” è profondamente sbagliato. Wharton è maestra in tutti i generi letterari e in tutte le tonalità di scrittura. Sa raccontare i salotti dei ricchi, ma anche la desolazione di una vecchiaia in solitudine, sa prendere in giro o suscitare inquietudine e paura, sa far ridere e commuovere, sa cogliere sfumature poetiche nella natura e nella vita delle persone. E questa gamma di possibilità espressive viene fuori soprattutto nei racconti, a cui si è dedicata con costanza e impegno per tutta la vita. In questo libro Chiara Lagani ha raccolto e tradotto i suoi racconti più belli, non solo quelli di fantasmi che sono i più tramandati. Alcuni sono tradotti in italiano per la prima volta. Un’ottima occasione per cogliere la grandezza di una scrittrice che, oltretutto, è stata anche antesignana di un modo di rappresentare il maschile e il femminile ancora oggi illuminante.