Da Ramsis Bentivoglio riceviamo questo saggio del medico patologo Philippe Boxho nel quale racconta la sua professione e alcuni dei casi più incredibili che gli sono successi.
Ramsis a questo proposito ci scrive: “LA PAROLA AI MORTI di Philippe Boxho, medico legale belga. Un saggio sotto forma di noir che racconta la professione affascinante e misteriosa del medico legale. Il testo, diviso in tanti capitoli come fossero tanti piccoli racconti autoconclusivi, fa luce sui misteri della tanatologia che a volte è macabra e disgustosa, altre volte comica o divertente. Il testo ha venduto milioni di copie solo nella zona francofona dell’Europa continentale. Il successo clamoroso ha meravigliato lo stesso autore e medico, ma da lettori avidi di suicidi presunti o veri propri omicidi camuffati, il successo non ci sorprende. Questo libro dimostra che i lettori amano le storie nere e di cronaca. Bella lettura. Ben scritta. Vivamente consigliata.”

Dalla presentazione dell’editore:
Quella del medico legale è una professione affascinante, che richiede rigore ma anche una sensibilità fuori dal comune, perché spesso un corpo senza vita è l’unico testimone di una verità che non può essere conosciuta altrimenti. Con il bisturi in mano, chi effettua un’autopsia esegue un’indagine vera e propria, portando alla luce i misteri che i morti nascondono. Ogni livido, ogni frattura, ogni segno sulla pelle racconta una storia: un omicidio, un suicidio, una morte naturale. E ogni caso è diverso, ogni corpo è un puzzle da ricomporre, una narrazione da riscrivere. In questo libro, Philippe Boxho, medico legale da oltre trent’anni, ci racconta di un mestiere che richiede pazienza, precisione e determinazione, perché ogni piccolo dettaglio può fare la differenza. Attraverso esempi concreti, tratti dalla sua esperienza tra la scena del crimine e la sala autoptica, l’autore riesce a trasformare ogni storia professionale in un racconto avvincente. Caso editoriale, con un milione di copie vendute in Francia e in Belgio, La parola ai morti ci svela in che modo i cadaveri possano ancora parlarci. Basta solo saperli ascoltare.
