Da Claudio Cherin riceviamo questa bella recensione della Ballerina di Patrick Modiano, premio Nobel per la letteratura nel 2014.
Della ballerina, protagonista dell’omonimo romanzo di Patrick Modiano (traduzione di Emanuelle Caillat per Einaudi, 2025) non sappiamo molto.
Prende lezioni di danza quotidiane da Boris Kniassef, ballerino, coreografo e insegnante russo, soprannominato il “maestro delle Stelle”. Inventore della barre à terre, figurano tra i suoi allievi Yvette Chauviré, Ludmila Tcherina e Zizi Jeanmaire.
La giovane donna ha una fugace storia d’amore e il lettore sa che pareva «un’incandescenza» (parola che l’autore usa per descrivere la sensazione che prova quando balla con Georges Starass, il suo amante).
La si vede, come un fantasma, comparire in zone di Parigi: da Repetto, in Avenue de la Paix, per compra pantofole e collant; fa le prove de La Somnambule, un balletto di George Balanchine realizzato nel 1946 a New York e ripreso nel 1948 dal Ballet du Marquis de Cuevas. Sempre per confondere il lettore, lo scrittore s’inventa un Théâtre des Champs-Élysées.
Sorprendente è la festa data ogni anno da «un turco, grande amante del balletto», «per ballerini francesi e stranieri», e durante la quale il narratore, che afferma di essere l’ultimo testimone del mondo della danza a Parigi, incontra Rudolf Nureyev, Margot Fonteyn, Jean Babilée, Yvette Chauviré, Jean-Pierre Bonnefous, Jorge Donn, Maurice Béjart e Sonia Petrovna, una giovane ragazza che Kniasseff che aveva detto di essere francese ma che per ballare all’Opera aveva scelto un nome russo.
Difficile dire il periodo esatto in cui si svolge la storia: Mondiano volutamente cita ballerini russi, che tra il 1937 e il 1974 avevano aperto scuole a Parigi. Oltre al già citato Kniassef, Olga Preobrajenska e Jean-Pierre Bonnefous e Marpessa Dawn.
Il motivo? Per poter dimostrare come la memoria si fa fallace. E raccontare il mistero che avvolge ogni piccolo pezzo di una città. Vite di cui alla fine sono entrate nell’oblio.
Maestro del chiaroscuro, Patrick Modiano ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 2014.
