Da Lucia Bossi riceviamo Tigri e colonie, romanzo storico.

A questo proposito Lucia ci scrive: “Il libro tratta di un capitolo storico poco conosciuto, forse dimenticato, ma ben delineato dall’autore che oltre, ad una grande conoscenza del periodo, ha una grande maestria nel descrivere situazioni e personaggi. Negli anni ’30 il regime fascista ha sponsorizzato la colonizzazione della Libia per dare un futuro a tutti i mezzadri italiani in difficoltà. Attilio non ha esitato ad accettare, spingendo la moglie Erminia, i cinque figli, il padre e il fratello a seguirlo. Quando però un bando fascista della primavera del ’40 obbliga gli italiani in terra libica ad affidare allo Stato i propri figli dai 4 ai 15 anni per le “vacanze estive in patria”, tredicimila bambini – tra cui tre dei suoi figli – vengono caricati su otto navi dirette alla penisola, in una vera e propria deportazione coatta senza possibilità di rientro.”

Dalla presentazione dell’editore:

Negli anni ’30 il regime fascista ha sponsorizzato la colonizzazione della Libia per dare un futuro a tutti i mezzadri italiani in difficoltà. Attilio non ha esitato ad accettare, spingendo la moglie Erminia, i cinque figli, il padre e il fratello a seguirlo. Quando però un bando fascista della primavera del ’40 obbliga gli italiani in terra libica ad affidare allo Stato i propri figli dai 4 ai 15 anni per le “vacanze estive in patria”, tredicimila bambini – tra cui tre dei suoi figli – vengono caricati su otto navi dirette alla penisola, in una vera e propria deportazione coatta senza possibilità di rientro. Mentre l’Italia entra in guerra e i bimbi italo-libici vengono costretti al regime militare delle colonie – sveglia all’alba, istruzione, ordine e disciplina – nel Sud del Paese sbarcano, insieme agli alleati, le Tigri indiane: un gruppo di combattenti che si stabiliscono sulla Linea Gustav, nei pressi del fiume Sangro, non lontano da Pesaro dove le due figlie di Attilio soggiornano soggiogate dalle sorveglianti della colonia. Tra loro c’è anche Mehr, un Sikh che non vede l’ora di mettere da parte il fucile per conoscere suo figlio Okel, nato in India dopo il suo arruolamento. Nonostante la fame, la miseria e la devastazione portate dalla guerra, il suo destino e quello dei figli di Attilio finiranno per incrociarsi.