Cosa ci ha dato l’Europa?

Fondi da spendere. Fondi oltre le nostre disponibilità di bilancio. Fondi in più. Questo è certo.

Una valuta stabile. Anche questo è certo, ma qui iniziano i distinguo tra colori i quali vedono lo scudo dell’euro come una cosa del tutto positiva e coloro i quali, invece, fanno notare che i nostri governanti ai tempi della lira avevano uno strumento in più per aiutare le aziende: lasciare che la lira si svalutasse e quindi, per gli stranieri, tutto ciò che si poteva comprare in lire fosse più vantaggioso.

Abbiamo avuto riflessi negativi dall’impossibilità di avere una politica valutaria a sostegno delle aziende? Non mi pare. Il nostro export è salito dal passaggio dalla lira all’euro e questa dovrebbe essere la prova della positività della valuta unica.

Cosa ci ha tolto l’Europa? La possibilità di legiferare in tema di tutela dei consumatori come volevamo. In alcuni casi questo ha comportato una maggiore rigidità rispetto all’approccio “all’italiana”.

La politica europea l’ha sempre azzeccata? No, certo che no. L’approccio al Green Deal è stato (ed è) troppo ideologico e radicale in un mondo nel quale nessuno ci ha seguito e questo ha messo e mette a rischio intere filiale di produzione italiana ed europea. Bisogna tornare indietro.

E qui arriviamo a ciò che è sempre mancato e che continua dolorosamente a mancare: il voto a maggioranza. Il Green Deal, per esempio, pur essendo giudicato da una larghissima maggioranza si stati uno strumento sbagliato non è stato ancora abolito o rivisto perché c’è sempre qualcuno che non è d’accordo.

Non può esistere un organo multinazionale nel quale non viga il principio della maggioranza. Neanche l’Onu è cosi: cinque membri hanno il potere di veto, ma se non lo esplicitano quando si arriva alle votazioni, ecco che il voto è a maggioranza.

Il nostro governo non è convinto. Teme che tedeschi e francesi ce la mettano in quel posto. Su quali argomenti? Non è dato sapere, mentre è di tutta evidenza che senza il voto a maggioranza l’attuale Europa è morta, dato che gli altri blocchi economici e politici hanno di molto accelerato in termini di loro capacità decisionale in breve o brevissimo tempo.

Opporsi al voto a maggioranza è opporsi all’Europa e voler tornare alla lira. E’ questo quel che il nostro governo vuole? Basta dirlo.