Paolo ha partecipato al concorso segnalando di D. Colombo il romanzo Montagne nere edito da Minerva.

A questo proposito Paolo ci ha scritto: “Questo è un libro che narra le vicende dei profughi trentini, in questo caso della Val di Ledro, esodati nel 1915 allo scoppio della guerra con l’Italia in Boemia ed in altri territori interni dell’ Impero e del triste e penoso rientro alla fine della guerra nella nuova nazione italiana, nelle loro valli e paesi distrutti dalla guerra. Loro, austriaci anche se di lingua italiana, devono affrontare le innumerevoli difficoltà sia logistiche dovute alla perdita delle case, dei campi distrutti o inagibili per le ferite della guerra, sia ideologiche per la avversione verso coloro che sono considerati in ogni caso ancora “nemici” seppur appellati con grande retorica sui giornali come “fratelli strappati al giogo degli Asburgo”.

Dalla presentazione dell’editore:

Quando alle 15:20 del 3 novembre 1918, a Villa Giusti, i plenipotenziari austriaci firmano l’armistizio che pone fine ai tre anni e mezzo di guerra con l’Italia, gli oltre centomila abitanti delle zone di confine – in maggioranza donne, anziani e bambini – che, allo scoppio del conflitto, erano stati “esodati” in Moravia, Austria e soprattutto Boemia, coronano il sogno di tornare finalmente nei loro paesi, la maggioranza in Trentino. Ma il sogno si rivela ben presto una drammatica illusione. La gran parte delle abitazioni, delle strade, degli acquedotti, delle ferrovie è andata distrutta. Montagne, boschi e campi sono una distesa lunare di crateri, trincee, reticolati, macerie. La guerra si è portata via tutto quello che avevano lasciato. L’opera di ricostruzione si rivela più difficile e drammatica del previsto perché, per le autorità del Regno d’Italia a cui ora i profughi appartengono, loro sono ancora “austriaci”, i nemici di un tempo. “Montagne nere” ripercorre le vicende degli abitanti di una delle valli trentine dopo il rientro dalla Boemia: l’immane compito di ricostruire i paesi distrutti ma anche di ridare un senso nuovo alle loro vite, in un contesto – quello del giovane Stato Italiano alla vigilia del fascismo – che giorno dopo giorno si rivela ostile, carico di tensioni e di inattese inquietudini. Il romanzo, secondo volume di una trilogia dedicata a questa pagina in gran parte sconosciuta di Storia italiana, continua a narrare le vicende dei due protagonisti di Boemia: la maestra Cecilia e il parroco don Vigilio, alle prese con le difficili sfide per la conquista di una nuova normalità.