Paolo Pisoni dopo aver segnalato La famiglia Karnowski di I.J.Singer, ora segnala La famiglia Moskat del fratello più noto, ovvero I.B.Singer, premio nobel per la letteratura nel 1978.

Yanek non era mai stanco di ascoltare di questo popolo che viveva da ottocento anni sul suolo polacco e non aveva mai imparato la lingua polacca.
Di dove venivano? Erano davvero i discendenti degli antichi ebrei? O erano forse i pronipoti dei cazari? Qual era l’idea che li univa? Da dove gli venivano queste barbe nere come il carbone o rosse come il fuoco, quegli occhi selvaggi, con le pallide facce aristocratiche? Perché la gente li odiava di un odio così accanito? Perché venivano scacciati da un territorio dopo l’altro? Che cosa era questa ansia irrefrenabile che li spingeva in Inghilterra, in America, in Argentina, in Sudafrica, in Siberia, in Australia? Perché proprio questo popolo aveva dato al mondo Mosè, Davide, i profeti, Gesù, gli apostoli, Spinoza, Karl Marx?
Yanek sentiva il bisogno di dipingere questa gente, di imparare la loro lingua, di conoscere i loro segreti, di divenire parte di loro.”

Dalla presentazione dell’editore:

La famiglia del vecchio patriarca Meshulam Moskat attraversa gli anni che dall’inizio del Novecento scendono fino alla seconda guerra mondiale e alla “soluzione finale” messa in atto dal regime nazista. Ma il vero protagonista di questo possente romanzo è l’Ostjudentum, la società ebraico-orientale – in particolare quella di Varsavia – con la sua complessa e densa cultura. Nel racconto di Singer la ricchezza immensa di quella civiltà rivive, con minuzia realistica e visionaria, col respiro delle vicende private e il soffio della storia. Magistrale affresco di un periodo cruciale della storia europea, “La famiglia Moskat” è una delle più alte testimonianze di quel mondo che scomparve tra gli orrori dell’Olocausto. Introduzione di Giorgio Montefoschi.