A luglio avevamo pubblicato un articolo di Sandro Frera che sosteneva che con la presentazione della Harris le elezioni americane avevano assunto un quadro più chiaro. Ora il nuovo presidente ha preso possesso della Casa Bianca. E quindi?
Così ci scrive Sandro Frera.
Quindi gli americani hanno scelto chi ha promesso loro di badare al sodo, nella convinzione che la proposta alternativa non avesse forza e preparazione sufficiente per risolvere i problemi che provocano diffuse ansie economiche e sociali.
I cambiamenti climatici e la rivoluzione tecnologica legata all’introduzione (sempre più vasta) dell’intelligenza artificiale in molti settori dell’economia reale e finanziaria hanno creato i presupposti per un serpeggiante malessere al quale ha risposto in maniera efficace da un punto di vista comunicativo solo chi ha proposto e promesso soluzioni semplici. Di fronte ad un nodo sempre più intrecciato, ingarbugliato, complesso ha vinto chi ha detto che avrebbe preso la spada in mano e tagliato il nodo.
Questo approccio ha permesse una vittoria netta, ancorché non schiacciante da un punto di vista numerico. Il nuovo presidente ha la maggioranza sia al senato che alla camera, ma per una manciata di voti. Finita la luna di miele elettorale bisognerà vedere come le due aule si comporteranno.
Da questo punto di vista in questi primi giorni i temi emersi e potenzialmente problematici sono almeno due.
I migranti irregolari. Non credo sfugga a nessuno che questo fenomeno crea le premesse per una abbondanza di manodopera (per quanto poco qualificata) e, di conseguenza, per una riduzione dei salari. Bloccarne il flusso significa quindi ridurre la manodopera a basso costo. Saranno d’accordo gli imprenditori dell’edilizia e dei servizi di comunità? Posto che regga, l’innalzamento dei salari creerà le premesse per una spinta inflazionistica. Una alta inflazione non è mai stata una buona premessa per essere eletti. Tanto, si dice, il nuovo Presidente non potrà più essere rieletto e quindi può essere che adotti politiche da “muoia Sansone e tutti i filistei”: ma i filistei saranno d’accordo? e per quanto tempo?
Dazi con il resto del mondo. Alzare i dazi esistenti o metterne dei nuovi, anche in assenza di una più che probabile analoga risposta da parte dei paesi colpiti, significa che i prezzi dei beni importati si alzeranno e la domanda di quegli stessi beni si ridurrà con un conseguente freno all’economia, sia nel comparto dei beni di largo consumo che in quello dell’industria. Significa quindi un innalzamento dell’inflazione con conseguente riduzione del tenore di vita dei comparti della popolazione a più basso reddito. Cose che non portano voti. Saranno d’accordo i colleghi repubblicani del nuovo presidente?
Tutto ciò premesso, continua a stupire che possa essere stato eletto Presidente un signore inquisito per insurrezione contro i poteri della repubblica e il cui primo atto è quello di dare la grazia, leggo, a più di millecinquecento persone che presero parte a quella rivolta. L’impressione inevitabile è che si sia scesi a livelli di caduta dell’impero romano di occidente. Speriamo non sia così.

