L’abbiamo già annunciato: la società Economica di Chiavari presenta la mostra di Michele Ventrici dal titolo “Tratteggiando un percoso antico, alla ricerca di azzurre parole”. La mostra sarà aperta presso la Galleria G.F. Grasso, in Piazza San Giovanni 3 a Chiavari fino al 23 dicembre 2024. Ultima settimana quindi.

Se l’abbiamo già annunciato, perché tornare su questo argomento?

Perché i collage di Ventrici, così precisi nella loro costruzione e così vari e diversi nei temi trattati, meritano una riflessione.

Bacon diceva che ogni pittore cerca “l’immagine”. Qui Ventrici di Immagini, nel senso di Bacon, ne trova molte.

Navigando a metà tra Magritte e Sempé (ma anche Folon dice la sua nel bagaglio culturale che sorregge e articola qui il discorso), Ventrici in ognuno dei collage presentati stringe in una piccola immagine una quantità incredibile di rimandi, ricordi, pensieri, riflessioni.

Interpretati così come piccoli saggi iconici, ciascuno, oltre a meravigliarci per la bravura tecnica, stimola non solo e non tanto la nostra curiosità, quanto il nostro pensiero.

Quando Ventrici scrive del proprio lavoro che “ogni opera è un piccolo viaggio, in un mondo di sogno e di nostalgia di epoche passate” rimanda soprattutto ai materiali utilizzati e alla loro specifica iconografia storica (quasi sempre le singole immagini sono tratte da enciclopedie degli anni sessanta e settanta dello scorso secolo), ma, se questo è vero per il tipo di medium utilizzato, raccontato così il risultato ottenuto viene sminuito e ridotto ad un dejavu infantile.

Non è così, dicevo: i vari concetti qui illustrati, le diverse situazioni o sentimenti cui si fa riferimento (i titoli meriterebbero una mostra a sé) vengono spesso (per non dire sempre) visti e interpretati secondo modalità spiazzanti.

Il ragazzino ciccione che sogna, le ragazzine a cui tagliano i fili facendole precipitare, novelle fachire, su un letto di chiodi, la signora che sogna un nuovo amore e con loro tutti gli altri, che ora non è possibile citare nella loro interezza, sono tutti visti con una personalità e un pensiero che stupiscono e affascinano.

Per questo, nonostante l’avessi già annunciata, ho creduto fosse opportuno tornarci su, perché la mostra è davvero “novità” nel nostro panorama e merita, quindi, una visita.