Elena & Stefy hanno vinto la dodicesima edizione del concorso nella sezione Libri da non leggere. Giovedì 7 novembre nel premiarle abbiamo avuto questo interessante colloquio.
Prima: voi avete segnalato quattro testi per i libri da leggere e sei per i libri da non leggere. Parliamo dei libri da non leggere, che poi è la sezione nella quale avete vinto. Leggendo le vostre recensioni per ciascun testo mi sono appuntato un aggettivo. Vediamo se vi ci ritrovate, ok?
Elena & Stefy: ok.
Prima: G. Gotto, Succede sempre qualcosa di meraviglioso, Mondadori – COPIATO
Elena & Stefy: Sì copiato, ma forse diremmo anche Frammentario nel senso che ad esempio la parte iniziale e la parte finale sembrano due frammenti che non stanno bene insieme, assemblati male.
Prima: C. Myeong-Kwan, Whale, Edizioni E/O – VOLGARE.
Elena & Stefy: Sì, tanto volgare con violenza su donne e vecchi che l’abbiamo lasciato anche a metà, cosa che non ci capita mai.
Prima: D. Crapanzano, Arrigoni e il delitto di via Brera, Mondadori – NOIOSO
Elena & Stefy: è anche prevedibile ma lasciamo noioso .. la storia la prevedi mentre la leggi ma non prima. A noi piacciano i gialli, ma ci deve essere una sorpresa e non che a metà hai già capito tutto.
Prima: M. Ciccolari Micaldi, Sparire qui, Rizzoli – CONFUSIONARIO
Elena & Stefy: sì, non si capisce. l’intreccio tra vita privata, vita negli USA e lettura americana non è ben riuscito, o meglio, è quasi confusionale e porta il lettore a perdersi. Siamo arrivate alla fine con molta fatica e non lo consigliamo.
Prima: S. Jackson, La Strega, Adelphi – INSENSATO
Elena & Stefy: è un libro di racconti, finito il quale ci siamo chieste cosa volesse dirci l’autrice. Avevamo letto anche il precedente, ma anche quello non ci era piaciuto. sicuramente scrive bene, ma non capiamo che mondo voglia rappresentarci.
Prima: M. Sesti, Le 250 serie TV da non perdere, Fazi – MONOCULTURALE
Elena & Stefy: sì, perché tratta solo le serie inglesi o americane, tralasciando le serie europee e asiatiche.
Prima: Cosa deve avere un libro per prendervi? La lingua (chiarezza, stile, ecc) è importante? O è più importante l’argomento e come è svolto?
Elena & Stefy: Un libro per colpirci deve farci sentire la voce dell’autore nel senso che si capisce che è il pensiero dell’autore, ma più che pensiero è qualcosa che lui ha vissuto, ha avuto esperienza e ha fatto sua quella esperienza. Ci deve essere la sua firma. Inoltre, deve essere ben scritto soprattutto se pubblicato da grandi editori e deve essere “integro” ovvero avere una sua struttura. I libri pieni di citazioni sono libri che escludiamo a priori perché sono come un “rigettare” un qualcosa che non si ha vissuto. Altrimenti si usano parole proprie. Certe esperienze per essere spiegate è impossibile che non si trovino parole proprie. L’argomento non è un vincolo per dire di escludere un libro dalla nostra lettura. Chiaramente abbiamo dei nostri argomenti preferiti. Ci piace leggere ad esempio i libri spirituali, di viaggio ma non escludiamo altri libri solo per l’argomento.
Prima: Voi avete proposto anche quattro libri che consigliate (R.L.Pagani, Un italiano in Islanda; L. Young-Do, Il cuore dei Naga; P. Pulixi, La libreria dei gatti neri; Y. Varoufakis, Tecno Feudalesimo). Quale è il migliore secondo voi?
Elena & Stefy: Tra quelli proposti per cui abbiamo fatto la recensione, diremmo Il cuore dei naga perché è originale ma anche perché ci ricorda Dragon Ball, un cartone che ci è sempre piaciuto. Daremmo spazio alla fantasia e la capacità dell’autore di inventare una storia e raccontarla in maniera originale.
Prima: E tra quelli da non leggere quale vince l’oscar del cassonetto?
Elena & Stefy: Assolutamente Gotto perché: Bisogna essere sinceri. Il suo libro anche dal titolo “Succede sempre qualcosa di meraviglioso” vuole far emergere che è sempre tutto positivo, ma non è così. È un voler illudere i suoi followers perché ci sono dei contro sempre in ogni situazione. È più interessato a vendere per avere lui una rendita che davvero aiutare i ragazzi in Italia. Conosciamo persone che sono all’estero e che ad esempio fanno consulenza per aiutarti a trasferirti, parlano chiaramente e dicono cosa bisogna fare. Non puoi trasferirti da un giorno all’altro come emerge nel suo libro. Se si parla di meditazione come se fossi un esperto e addirittura si danno consigli, ci aspettiamo l’integrità ovvero che l’autore non sia vittima di vari pensieri e ideologie, ma abbia una propria voce. La cosa importante è aver trovato il proprio centro e aver superato il proprio passato. Gotto ha pubblicato libri quasi identici tra loro in cui c’è questo ragazzo che ci ricorda sempre l’autore e che dall’Italia va all’estero ed è felice. È come se lui fosse ossessionato dal suo passato tale da non riuscire a staccarsi. A questo punto più che dare consigli di meditazione, dovrebbe dare consigli di viaggio, ma darli giusti. Ad esempio se noi oggi vogliamo andare in Oriente, una delle attrattive maggiori per noi è la tecnologia. La maggior parte dei centri spirituali sono anche qui in Italia. Molti dal Nepal vengono in Europa. Noi non siamo state in Asia, ma da conoscenti che sono nati lì, ci dicono che è meglio qui. E poi è scritto in maniera elementare, molto velocemente e senza originalità. A volte si capisce che non riflette in quello che scrive e in particolare in questo libro l’inizio e la fine sono scollegate come se la fine fosse stata scritta in un altro momento ma non ha avuto tempo per rendere unico il libro, dare un senso. E infine, troppe citazioni di altri che le fa emergere come sue (ci viene in mente Osho).
Prima: Grazie Elena e Stefania.


