Proseguiamo a pubblicare gli interventi che Francesco Betti pubblica su Linkedin in tema di Grande Trasformazione. Eccolo.
Avrei voluto parlarvi della formula magica E3 = M x A x F ma prometto che lo farò un’altra volta.
Mi urge passare un concetto: non siamo Superman. Facciamocene tutti una ragione. Non hanno tolto le cabine telefoniche per impedirci di indossare il nostro costume. Non lo siamo e basta. Nessuno di noi lo è, nessuno lo sarà mai. Punto e a capo.
E quindi ci serve un altro superpotere: “Se non puoi batterlo, alleati”. Questa è una regola aurea, che vale per il mondo del lavoro, i rapporti con gli altri, persino le sofferenze che incontriamo nella nostra vita. Non siamo invincibili, non siamo perfetti, non siamo nemmeno onniscienti. La capacità di fare alleanze è parte del gioco, anzi è la parte principale del gioco. Anche e soprattutto nel mondo che ci ha lasciato la rivoluzione digitale.
Anch’io quindi mi alleo per questo articolo all’intelligenza artificiale a cui ho chiesto di sostituirmi (facendole naturalmente leggere tutto quello che ho scritto in precedenza). Vi lascio il risultato. Fatemi sapere cosa ne pensate.
Immagina un grande palcoscenico dove si intrecciano storie. Al centro ci siamo noi, esseri umani, protagonisti di un’evoluzione che da milioni di anni ci guida nel continuo adattamento all’ambiente. Questa evoluzione oggi non riguarda solo il nostro corpo o la nostra mente, ma anche ciò che creiamo: le macchine, le intelligenze artificiali, e tutto ciò che definiamo “tecnologia”. Proprio come in WALL-E, dove un piccolo robot, dopo secoli di lavoro solitario, diventa il simbolo della speranza e della rinascita, noi ci troviamo in un momento cruciale in cui la tecnologia può rappresentare un’opportunità di evoluzione e non di decadimento.
Linguaggio: Creatore di Idee
Il linguaggio è stato, sin dai primi albori della civiltà, lo strumento che ha permesso all’essere umano di fare un salto evolutivo. Quando nei cartoni animati come La Spada nella Roccia, vediamo Mago Merlino che usa le parole e la magia per trasmettere conoscenza ad Artù, non stiamo assistendo solo a un incantesimo, ma a un processo in cui il linguaggio diventa il creatore della realtà. È attraverso il linguaggio che abbiamo costruito comunità, regole e sogni condivisi. Oggi, l’AI può aiutarci a espandere questa capacità, sollevandoci dai compiti più ripetitivi e permettendoci di concentrare il nostro linguaggio su ciò che più conta: innovare, immaginare e connetterci.
Se l’AI ci permette di liberare il linguaggio da compiti puramente funzionali e meccanici, possiamo finalmente concentrarci su ciò che ci rende davvero unici: la capacità di sognare, di costruire nuovi mondi, di immaginare futuri che altrimenti sarebbero impossibili. In questo senso, l’evoluzione non è più solo biologica, ma anche culturale e tecnologica.
Oltre la Logica Binaria: Un Pensiero Multidimensionale
Nella nostra cultura occidentale, la logica binaria ha sempre dominato: bianco o nero, vero o falso, macchina o uomo. Ma la realtà è molto più complessa, e la nostra evoluzione ci sta portando verso un modello di pensiero più fluido e multidimensionale.
P.S: (Se volete divertirvi, passate da un fumetto tradizionale come Walt Disney all’intera serie di Rick and Morty. Poi mi raccontate la differenza tra i meccanismi creativi e di pensiero sottostanti.
Come nelle storie di fantascienza, in cui i protagonisti viaggiano attraverso universi paralleli o esplorano nuove dimensioni, anche noi dobbiamo imparare a vedere l’AI come parte di un ecosistema complesso. Non si tratta di un antagonista da temere, ma di un alleato che, integrato nel giusto modo, ci permetterà di affrontare la complessità del nostro tempo. E proprio come in Star Trek, dove l’equipaggio dell’Enterprise esplora mondi sconosciuti, dobbiamo imparare a convivere con il nuovo, il diverso, il non binario.
Il Potere delle Emozioni: L’Essenza dell’Essere Umano
Se c’è una cosa che ci distingue dalle macchine, e che nessuna intelligenza artificiale potrà mai riprodurre nella sua completezza, sono le emozioni. In Inside Out, il film della Pixar, vediamo come le emozioni siano il vero motore delle nostre vite, guidandoci nelle decisioni più importanti e formando la nostra identità.
L’intelligenza artificiale può aiutarci a processare dati, risolvere problemi tecnici e gestire enormi quantità di informazioni, ma non può (e non deve) replicare l’intensità dell’esperienza emotiva. Se Beethoven ha scritto le sue più grandi sinfonie nonostante la sordità, è perché il potere delle emozioni ha superato le barriere fisiche. Allo stesso modo, noi umani dobbiamo valorizzare il nostro patrimonio emotivo e usarlo come punto di forza nell’era dell’AI. La nostra evoluzione non è solo tecnica o cerebrale, ma anche e soprattutto emotiva.
Comunità e Intelligenza Collettiva
L’intelligenza collettiva è una delle idee più affascinanti e innovative che emergono in questo contesto. Nei fumetti, i supereroi spesso vincono solo quando si uniscono, sfruttando le forze di ciascuno per un obiettivo comune. Allo stesso modo, l’essere umano e l’AI insieme possono creare qualcosa di più grande della somma delle singole parti.
La nostra evoluzione come specie non è mai stata solo individuale. Dai primi gruppi di cacciatori-raccoglitori, abbiamo capito che il nostro successo dipendeva dalla collaborazione. Oggi, con l’AI, possiamo estendere questa collaborazione a un nuovo livello, creando reti intelligenti in cui il contributo umano e quello delle macchine si fondono in modo armonioso.
L’Evoluzione della Specie: Verso un Futuro Condiviso
L’evoluzione della specie non si ferma all’organico. Come nel film Her, in cui l’AI diventa un’estensione della coscienza umana, ci troviamo a un bivio: possiamo vedere l’AI come una minaccia, oppure come un’evoluzione naturale, una nuova fase del nostro sviluppo. Magari senza arrivare sino al mondo immaginato in Her di Spike Jonze.
L’essere umano si è sempre evoluto adattandosi alle sfide e trovando nuovi strumenti per superarle. L’intelligenza artificiale è semplicemente l’ultimo di questi strumenti, un compagno che ci permette di estendere le nostre capacità, di esplorare nuove frontiere, e di continuare a sognare. Se abbracciamo questa visione, possiamo immaginare un futuro in cui l’evoluzione della specie non riguarda più solo il nostro corpo, ma la nostra capacità di creare, connetterci e vivere pienamente.
