Gabriella Ventura nel consigliarci questo libro ci scrive: “Una chicca per chi come me ama Virginia Woolf e, a differenza di me, conosce molto bene Londra.”

Eccone uno stralcio: “Nel 1882 Londra si sente al centro del mondo. Capitale imperiale, con Vittoria sul trono da quarantacinque anni, nella metropoli si concentrano immense fortune coloniali e industriali. Il primo ministro è il liberale William Gladstone. Il progresso scientifico e tecnologico è accompagnato da un austero moralismo che si riverbera anche nelle arti e nella società. Le donne possono finalmente possedere una casa, ma non hanno diritto di voto e per questo, dal 1869, esiste il movimento delle suffragette. Nel 1882 muoiono Anthony Trollope, Charles Darwin e
Dante Gabriel Rossetti. La prima centrale elettrica, quella del viadotto di Holborn, illumina la città e i suoi cinque milioni di abitanti. Nel 1901, alla morte della sovrana, saranno poco più di sei milioni. Guardando la mappa dei trasporti, il prosperoso ovest non va al di là di Notting Hill e a est la città si ferma più o meno a Bethnal Green. Se uno volesse ripiegare in quattro una cartina di allora,
quasi esattamente al centro troverebbe un quartiere di piazze ariose e di giardini: Bloomsbury
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Dalla presentazione dell’editore:

A Virginia Woolf i medici raccomandarono senza mezzi termini di stare lontana da Londra. Troppo sensibile la scrittrice, troppo animata la città: due elementi che, combinati, non potevano che gravare su un’anima già infragilita da lutti e dolori. Eppure è a Londra che la scrittrice vorrà sempre tornare e sempre rimanere: nella capitale trova l’entusiasmo elettrizzante di una passeggiata fatta per comprare una matita, i suoni perduti di Orlando che pattina con la principessa russa sul Tamigi gelato, la vecchia Kensington dell’infanzia vittoriana e la nuova Bloomsbury, il salotto che accoglie intellettuali e artisti. La vita di Virginia Woolf a Londra è scandita dai continui traslochi: otto in tutto. La casa che si affaccia su Gordon Square, chiara e vuota, la prima con la luce elettrica e il 38 di Brunswick Square, dove vive sola con tre uomini. Queste case sono il suo punto di vista sulla città, e cioè sul mondo intero, sulla realtà con le sue tragedie e i suoi cieli. Cristina Marconi accompagna il lettore tra le vie e i quartieri, protagonisti e sfondo della vita e delle opere di Virginia Woolf che, anche “da una stanza tutta per sé”, celebra la città che somiglia alla sua anima: Londra e la scrittrice, ugualmente avide di vita, ugualmente tese verso il dramma. Entrambe tanto luminose, quanto popolate da ombre. Londra è una città di tombe, una città che fa amicizia con cimiteri e fantasmi; la stessa confidenza che Virginia ebbe con la vertigine della morte.