Da Ramsis Bentivoglio riceviamo A. Ernaux, La donna gelata.
Ramsis ci scrive: “La donna gelata è un romanzo della premio Nobel francese Annie Ernaux, classe 1940.
Nata da una famiglia di commercianti, né ricchi né poveri, riesce a studiare come le ragazze borghesi e si laurea, arrivando fino all’insegnamento scolastico.
La sua vita, però, non è una vita standard. In un periodo storico in cui le donne erano sottomesse o, ancor peggio, proprietà degli uomini, Annie vive in un ambiente con parti invertite. Suo padre cucina, sua madre si occupa anche del negozio. Il padre non domina la moglie, ma collabora. Annie cresce con questa visione qui del mondo. Sua madre, una donna schietta e pragmatica, non è il modello di donna che il mondo vuole e Annie, da grande, ormai sposata e con due figli, non riesce a far collimare se stessa, anch’ella ribelle, con la moglie che il marito vuole.
In Annie avviene una spaccatura interiore, del cuore. Non è la donna che tutti si aspettano che sia.
Anche i manuali per la brava mamma parlano diversamente: “papà è il capo, colui che comanda, è il più forte e che guida l’auto veloce; mamma è la fatina, quella che culla, consola e dà da mangiare. È sempre lì, quando c’è bisogno di lei”.
Questo libro, però, non vuole essere un manifesto prettamente femminista. Anche se cita Il secondo sesso della Beauvoir, non se ne fa portavoce. La Ernaux parla di sé e del suo modo di agire nel mondo. La sua biografia diventa specchio del mondo, ma Annie parla per sé. Capisce le differenze con le altre donne, ma la sua indole è sua e sua soltanto.
Con chiarezza e semplicità Annie riesce a parlare di cose difficili e impegnative senza però essere pedante. Il Nobel, in questo caso, sembra meritato.”

Dalla presentazione dell’editore:
L’educazione sociale, sentimentale e sessuale di una donna dalla provincia francese degli anni Quaranta alla temperie di liberazione degli anni Settanta.
Le scoperte e i tabù dell’infanzia, gli ardori e i conformismi dell’adolescenza, gli anni trepidi e indipendenti dell’università, ingolfati di amori e di scelte, finché i mille bivi della giovinezza non convergono in un’unica via dalla forza di attrazione quasi irresistibile: il matrimonio, la fondazione di una famiglia. E qui lo squilibrio di ruoli e mansioni tra moglie e marito, tra madre e padre condanna l’autrice alla glaciazione dell’interiorità e del desiderio.
In un continuo contrappunto tra le proprie esperienze e i modelli imposti dall’onnipresente universo maschile – nel sussidiario delle elementari come nei riti collettivi della gioventù e nei luoghi comuni sulla «femminilità» –, Annie Ernaux descrive con precisa passione l’apprendistato alla disparità di una donna, consegnandoci con spietata limpidezza un’impareggiabile radiografia della moderna vita di coppia.
