Da Stefano Piantini riceviamo N. Busato, Factory girl.
Stefano ci scrive: “Ieri sera, finito “La paura del portiere di fronte al cacio di rigore” (Handke), rimiravo sconsolato le pile di libri da leggere, senza decidere cosa scegliere, con una specie di riffa, ho pescato “Factory Girl” di Nadia Busato. Premesso che ho dovuto spesso ricorrere al dizionario, il linguaggio è ricercatissimo, non riesco più a staccarmi. È un libro stupendo, geniale e perfetta la lettura di Warhol (una vecchia passione, ho numerosi suoi film, quasi tutti inguardabili) molto originale e giusta la analisi del ruolo delle ragazze Superstar, senza di loro la Factory sarebbe stata solo una Dark Room Gay stradrogata (anche se era parzialmente rivestita di metallo sbarluccicante) con loro è diventata: La Factory. Molto intelligente la idea di far raccontare la storia da Ultra Violet, rosa dai sensi di colpa per il suicidio di Edie Sedgwick, il completamento alchemico dell’Androgino, la metà di Warhol. Grande scrittrice. Consiglio senza se e senza ma.”

Dalla presentazione della casa editrice:
Nonostante la sua aura leggendaria, la Factory non rappresentava la stessa terra di libertà ed emancipazione per tutti quelli che la frequentavano. Andy Warhol la dominava, ne era il padre-padrone incontrastato. Le donne restavano ai margini: una a una passarono dall’adorazione per il loro “creatore” alla consapevolezza di essere state sfruttate. Isabelle Collin Dufresne, artista conosciuta come Ultra Violet, per decenni va in cerca delle sopravvissute. Il rimorso per la tragica fine di Edie Sedgwick la tormenta: a lei, bellissima e fragile, inseparabile doppio androgino di Warhol, non è rimasta altra scelta che togliersi la vita, nell’indifferenza totale di quella che considerava la sua vera famiglia. Ultra Violet, voce narrante del romanzo, prova a ricostruire quella che sembra la chiave del mistero: l’ultimo film con Edie intitolato The Andy Warhol Story, con un set trasformato in un ring e il girato misteriosamente sparito dalla Factory. Cosa rivelava Edie di così compromettente da dover essere distrutto? Per capirlo occorre ripercorrere le indagini di Ultra Violet, che raccontano un’altra versione della Factory e della controcultura newyorkese: quella di Edie e delle altre ragazze, bollate per decenni come pazze e assassine, la cui voce è stata cancellata. Con un lungo lavoro di documentazione, nato dalle interviste a John Giorno, ex compagno di Warhol, Nadia Busato restituisce l’atmosfera elettrica della Factory e le sue ombre. Dopo aver riportato alla luce la storia di Evelyn McHale con Non sarò mai la brava moglie di nessuno, l’autrice torna nella New York del secolo scorso e regala alla letteratura un’importante figura femminile dimenticata.
