Per la sezione Libri da non leggere, Elena e Stefania ci dicono perché non bisogna leggere G. Gotto, Succede sempre qualcosa di meraviglioso.
Ci siamo avvicinate a questo autore, Gotto, guardando un’intervista che aveva rilasciato su un canale YouTube e ne siamo rimaste colpite per il suo stile di vita da nomade digitale.
Influenzate da questa intervista e dai commenti positivi rilasciati ai suoi libri, abbiamo iniziato a leggerlo da Succede qualcosa di meraviglioso.
L’entusiasmo però verso Gotto si è spento non appena abbiamo scoperto che nel libro Gotto usa le parole di Osho (un grande maestro orientale) come se fossero le sue. Osho ha un suo modo di esprimersi che è riconoscibile e balza subito all’occhio a chi ha letto anche un solo suo libro. Noi che abbiamo letto tantissimi libri di questo maestro, abbiamo quindi notato in Succede qualcosa di meraviglioso l’impronta di Osho.
Con questo libro Gotto dimostra che non è Zen come invece vuole comunicare. Essere Zen significa essere se stessi e soprattutto avere quella originalità tipica di chi ha coraggio di vivere senza regole imposte da altri. Per fare un esempio di copia e incolla degli insegnamenti di Osho, ci siamo accorte che “Le non regole” che Gotto propone prendono spunto da “I non comandamenti” di Osho e non si ferma qui. Ci sono tante rielaborazioni delle frasi di Osho e un continuo di citazioni spirituali che si possono trovare anche su Google. Abbiamo capito perché è un libro che tanti sottolineano: le frasi che le persone sottolineano sono frasi che l’autore stesso ha precedentemente evidenziato nei libri da lui letti e raccolte per utilizzarle come contenuto (dato che non riesce ad avere delle proprie idee o non ha tempo di elaborarle perché lo deve dedicare ai viaggi e deve trovare un modo per monetizzare in fretta).
Tutte queste citazioni rielaborate sono messe insieme ad una trama banale e ripetuta più volte nei suoi romanzi: un ragazzo italiano che vive nella sua camera al nord Italia, non trova la sua strada, va all’estero e si realizza.
A nostro parere è un autore sopravvalutato che va di moda e piace non tanto per l’originalità nella scrittura e per l’autenticità dell’esperienza di meditazione, ma per il suo stile di vita. Non c’è originalità, vi è solo un buon marketing e tanto hype!
Non c’è entusiasmo nel leggere questo libro e tutti gli altri libri che ha scritto perché si sa già la storia, si sa già come va a finire. Inoltre, non ci ha convinto sull’autenticità dell’essere zen perché suggerisce in questo libro (ma anche online) di vivere nel “qui e ora” e poi propone in un altro suo libro (la Pura Vida) una pagina da compilare con la lista di cose da fare entro tot. anni.
Si è dimenticato che nello Zen non si pianifica nulla. Si vive momento per momento. La ricerca interiore è un percorso appunto interiore e non è qualcosa da esternalizzare, è importante mantenere una certa privacy.
Se non si hanno esperienze risvegliate dentro di sé non si possono proporre consigli fuorvianti soprattutto a chi non ha mai meditato! Non vogliamo mettere in cattiva luce l’autore, ma secondo noi dovrebbe scrivere sulle proprie esperienze come ha fatto nel suo primo libro Le coordinate della felicità e non parlare di qualcosa che non sa.
A conclusione, la nostra è una recensione negativa a Succede qualcosa di meraviglioso. Piuttosto che leggere Gotto, leggete i libri di Osho o qualsiasi altro testo di un maestro spirituale. Sulla tematica viaggio, invece, consigliamo libri di altri viaggiatori che danno una visione reale, facendo emergere i pro e i contro del loro viaggio, non come invece fa Gotto che racconta una realtà illusoria e sempre dal punto di vista del viaggiatore occidentale che rende tutto in sua funzione. Questo è l’ennesimo libro scritto da un “influencer” per monetizzare!
Dalla presentazione dell’editore:
“Succede sempre qualcosa di meraviglioso” è il racconto di un viaggio che ha come protagonista Davide, un ragazzo che vede tutte le sue certezze crollare una dopo l’altra, fino a perdere il desiderio di vivere. E Guilly, un personaggio fuori dal tempo che Davide, per caso o per destino, incontra in Vietnam e da cui apprende un modo alternativo e pieno di luce di prendere la vita. Una storia di rinascita in cui perdersi per ritrovarsi, che Gianluca Gotto racconta portando il tema della ricerca della felicità – già affrontato nell’autobiografia “Le coordinate della felicità” – su un piano universale: la destinazione finale di questo viaggio non è conquistare un certo tipo di vita, ma uno stato d’animo. Una sensazione di calore che è sempre dentro di noi, indipendentemente da quello che il destino ci ha riservato. Potremmo chiamarla in tanti modi: serenità, pace interiore, leggerezza, calma. Oppure, come direbbe Guilly, “la sensazione di essere a casa, sempre”.


Comprendo, poiché sto leggendo i libro di Gianluca Gotto, che possa essere fuorviante pensando le abbia scritte lui e le vostre recensioni negative, ma voglio vederle come ponte… Se non lo avessi lette nel suo libro, non avrei cercato curiosamente su Google “le non regole di Taro” e non avrei potuto allargare i miei orizzonti di lettura di Osho, che acquistai ma non sono riuscita ad iniziare… Grazie comunque, finirò di leggere il libro di Gianluca anche se può essere non veritiero e poi mi è stato regalato quindi è un dono e successivamente prenderò in considerazione di iniziare da Osho. Un sorriso. M.C.
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