Da Elena e Stefy riceviamo L. Biagiarelli, Ho mangiato troppa carne.
Elena e Stefania ci scrivono: “Il libro. come si può intuire dal titolo, ha al centro la carne. L’autore racconta di come sia passato dall’essere un amante della carne, dal consumarla giornalmente e di ogni tipo (ha mangiato manzo di ogni razza e provenienza, vacca, vitello, toro, montone, cammello, canguro, daino, lepre e molti altri animali compreso rana e coccodrillo) a smettere di mangiarla. La sua non è stata una scelta, un voler appartenere a una filosofia particolare: quanti buddhisti mangiano carne? Quanti vegani in realtà lo sono per moda o perché si sono imposti un principio senza sentirlo davvero?
Per l’autore è stato un risveglio. In lui si è risvegliata quella consapevolezza che noi siamo quello che mangiamo. La scintilla che ha fatto scattare all’autore questo cambiamento è stato l’incontro con la carne di cane avvenuto in un viaggio in Corea (guarda caso proprio in Oriente) e soprattutto la visione del documentario Dominion con il quale realizza di aver sempre mangiato troppa carne.
Il documentario ha profondamente segnato l’autore che come lui stesso afferma: “Nella vita di ogni persona che abbia trovato il coraggio di guardarlo c’è un prima e un dopo Dominion e così è stato per me”.
Il documentario, incentrato sulla produzione di carne in Australia con focus gli allevamenti intensivi, fa emergere la violenza e la crudeltà dell’uomo sugli animali.
Ho mangiato troppa carne è un libro assolutamente da leggere e da consigliare soprattutto a chi cucina e consuma carne che spesso è inconsapevole di ciò che mangia. Grazie a questo libro si viene, infatti, a conoscenza di ciò che viene spesso nascosto agli occhi dei consumatori ovvero quello che succede realmente negli allevamenti intensivi anche italiani.
L’autore non vuole convincere, ma vuole far risvegliare i lettori, sottolineando come il consumo di carne possa portare ad avere impatti sulla salute umana con lo sviluppo di particolari malattie, che la produzione di carne impatta fortemente sull’inquinamento e come vi sia un controllo politico dietro gli allevamenti intensivi e sul voler continuare a sponsorizzare il consumo di carne e bloccare invece il commercio di carne sintetica che al contrario per l’autore potrebbe essere una scelta sostenibile.
Seppur noi non amiamo la carne e nemmeno la carne sintetica perchè ci ricorda comunque la sofferenza dell’animale e un senso di ribrezzo, apprezziamo il contributo dell’autore in quanto la sua è un’esperienza sincera e autentica e soprattutto ci piace perché non vuole obbligare, ma vuole stimolare chi consuma carne a riflettere su ciò che mangia!
Dalla presentazione dell’editore:
È possibile amare e odiare allo stesso tempo, se l’oggetto di questi sentimenti potenti non è una persona ma una bistecca? Un viaggio a Est, una grande abbuffata e l’incontro con la zuppa di cane hanno trasformato Lorenzo Biagiarelli, da amante degli animali soltanto se ben arrostiti, in un uomo tradito, alla ricerca delle ragioni del consumo millenario di carne e delle sue conseguenze.
Un’indagine approfondita e accorata nello spazio e nel tempo, dalla piccola provincia di Cremona ai caotici mercati di Seoul, dai tempi raccontati nella Bibbia a quelli previsti in Fahrenheit 451, in cui ogni risposta genera un’ulteriore domanda, così che ogni capitolo finisce per assomigliare a un piccolo girone dantesco, con i suoi ospiti e le sue guide. L’autore scopre un verme solitario nel suo intestino, un celebre epidemiologo gli spiega che la prossima pandemia si nasconde forse in un capannone pieno di maiali, un allevatore in lacrime racconta di come gli abbiano ammazzato un’intera voliera di pavoni colorati, e poi la leggenda del benessere animale, della dieta mediterranea, le menzogne della pubblicità e quelle della politica.
Il viaggio nella carne che questo libro narra non è una caccia alle streghe, ma una storia di uomini e di cibo, di tradizioni e di futuro, di polli e di gatti, alla ricerca di responsabilità ma soprattutto di soluzioni. Perché l’acqua sta salendo, e bisogna decidere chi far salire sulla nuova arca: noi, oppure i cento miliardi di animali che macelliamo ogni anno per il nostro irriducibile amore. Della carne.

