Da Rosa Ghislandi riceviamo di Umberto Eco Il nome della rosa.
A questo proposito Rosa ci scrive: “Apparentemente un giallo ambientato nel medioevo e che Umberto Eco ha odiato. Un capolavoro che vale la pena leggere. Una bellezza nel linguaggio e nella parola che solo pochi altri libri hanno raggiunto. Lettura intrigante, investigativa per il francescano Guglielmo e il suo allievo Adso nel monastero benedettino dove alcuni monaci trovano inspiegabilmente la morte (presagi dell’Apocalisse ?). Uomini votati alla conoscenza con i loro vizi e le loro debolezze. Personaggi meravigliosi assetati di informazioni amanti dei libri e non solo come oggetti fisici ma col dilemma se rendere accessibile a tutti il sapere; a chi magari non ha gli strumenti necessari per filtrare determinate informazioni (quanto mai attuale !) Nel medioevo ogni aspetto della vita era legato alla religione, alla povertà di Cristo o al figlio di Dio, padrone di tutte le cose. Chiunque intraprendeva nuovi studi era peccatore e condannato come eretico. Ecco la chiave del libro : la poetica di Aristotele riguardante la commedia. “Il riso uccide la paura e senza la paura non ci può essere la fede”.”


Dalla presentazione dell’editore:
Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un’abbazia dell’alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.
